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A guardare bene i cognomi, od i nomi, le parole, i numeri, messi in rilievo, coinvolti in diverse “storie” di cronaca nera e non, pare che, gli venga attribuito un significato simbolico da parte di chi “orchestra”: a seconda delle “storie” reali che vengono articolate dal sistema criminale, si attribuiscono simboli in varie chiavi, ovvero sia Cristiana, Ebraica, esoterica, storica, scientifica, militare.

Sembra che il sistema criminale, che coinvolge temporaneamente, nuovi soggetti, ad hoc studiati, plagiati ed indirizzati, sia composto “stabilmente” da individui che usano il plagio e la psicologia, la manipolazione mentale, come mezzi con cui fare leva sugli individui, vittime ed in particolare i carnefici, coinvolti di volta in volta “storia per storia”, applicando col passare del tempo strumenti sempre più tecnologici, sicché si deduce che trattandosi di plagio, tali soggetti organizzatori, debbano convincere coloro che sono temporaneamente coinvolti di essere stati essi stessi ad ottenere il risultato criminale, risultato e profitto che invece serve a sviluppare nuovi metodi e che verrà sottratto in breve tempo, con gli interessi, ai criminali temporanei che erano sfuggiti ad eventuali indagini.

Risulta evidente che il plagio, la manipolazione mentale, non funzionerebbe se gli organizzatori della truffa, dei crimini, omicidi ed induzioni al suicidio (come si nota dalla cronaca nera, e da quanto cercano di fare con me), non riuscissero ad indurre un cambiamento nella psiche dei carnefici, rincrudendo tendenze già presenti, che risulti per gli stessi vantaggiosa.

Considerato quanto sopra parrebbe che tale gruppo criminale non debba poi essere così difficile da individuare usando gli strumenti opportuni, conseguentemente si deduce che il gruppo ha un solido nucleo, una intelligence interna, un’organizzazione che dialoga con i poteri e sopratutto partecipa a piani militari, thin-tank e similari, di modo da sperimentare utilizzando utili idioti criminali temporanei per portare avanti programmi di grande influenza strategica.

Considerato il metodo del divide et impera, il metodo dell’accentramento privatistico, della competizione, è evidente che genere di ideologia abbia chi appartiene al nocciolo duro del gruppo para-militare ed evidente è anche da che parte prenda ordini.

Data la probabile organizzazione più interna al gruppo “permanente”, è ovvio che attraverso la manipolazione, faccia implementare un organizzazione esterna temporanea o induca a riorganizzarne una già presente, con articolazioni non dissimili dall’organizzazione del gruppo “permanente”; la replicazione e diffusione, “ampliamento” temporaneo dell’organizzazione, avrebbe, allo scopo di mantenere il nucleo criminale “permanente” saldo e “distaccato”, “pulito”, non sospettabile, nascosto, sconosciuto, capace di liberarsi di coloro che ha utilizzato, nel giro di poco tempo dall’ottenimento di buoni risultati (peraltro diversi da quelli che sono i risultati considerati dai criminali locali), con un sistema che induce i criminali un tempo usati a commettere errori evidenti in modo individuale, oppure utilizzando l’eliminazione fisica. Tale nocciolo paramilitare è ovvio che di preferenza utilizzi criminali, associazioni a delinquere più o meno temporanee già presenti nei luoghi ove va a costruire “storie” distruggendo realmente la vita dei coinvolti, carnefici e soprattutto delle vittime.

Sembra insomma che potrebbe trattarsi di un sistema da “Guerra Fredda”, una evoluzione di quello implementato in Colombia o Nicaragua, Somalia, Pakistan, Afghanistan, Egitto, Albania, Serbia, Bosnia, Romania, Ucraina, Cirenaica, Tunisia (forse), dove si evidenzia l’uso da parte dell’intelligence straniera, o di grosse Corporation, di “gruppi paramilitari evoluti” che inter-mediano ed orientano inferiori livelli, di grado ed interesse territoriale costituiti in maniera sempre più temporanea, di organizzazioni ed associazioni criminali ed a delinquere, nonché paramilitari, già presenti sul territorio da colpire ed attorno alle vittime da usare. L’obiettivo è organizzare, fare apparire autonomi i gruppi territoriali (sia a fini di “motivazione” che con riguardo ad eventuali indagini), allo scopo di conoscerne i movimenti e le attività (a fini ricattatori e di pulizia interna a lavoro finito), utilizzare, infiltrare, indebolire e depredare la società, preparando il diritto all’intervento umanitario.

Si comprende, per quanto sopra, la difficoltà a risalire e colpire il nucleo permanente di contatto tra servizi d’intelligence ed alberi criminali locali presenti sul territorio-comunità obiettivo: la tecnologia fornita, o fatta conoscere e sviluppare con il metodo del plagio, dell’induzione ad agire, con il controllo mentale, è sempre molto arretrata rispetto ai sistemi in dotazione all’intelligence che dialoga con gli intermediari, intermediari che poco sanno da comunicazioni dirette con l’intelligence, e gruppi territoriali più o meno temporanei che ancora meno sanno da contatti diretti (forse assenti) con gli intermediari, essendo utilizzata per l’appunto tecnologia e sistemi organizzativi via via meno evoluti che comunque riescono ad impartire ordini indotti verso “i piani bassi” degli utili idioti criminali locali sempre più temporanei.

In altri termini “grazie” alla nostra presunzione, sete di comando, taluni sono riusciti a convincere diversi delinquenti nostrani di essere in cima al mondo e li stanno usando, già dalla seconda guerra mondiale (e probabilmente, con metodi allora meno efficaci, sin dall’inizio del secolo scorso) senza che se ne accorgano per distruggere letteralmente la società, la storia, l’economia, la Difesa, la politica Italiana.

Il vantaggio principale di un sistema simile, ad albero, dove da determinate ramificazioni non si risale al tronco, perché cosi è stato concepito, sistema che prevede il continuo ricambio delle ramificazioni, dal tronco alle cime con frequenze diverse, sistema che serve a fare sviluppare usando soldi ed economia locale, depredare dei risultati, cancellare le tracce. Sistema utile a distanziare le capacità tra le Nazioni. Sistema intermedio prima del ricambio generale della rete in una Nazione, ricambio che viene effettuato nell’arco di un secolo, di qualche paio di guerre (utili prima a costruire l’organizzazione, indirizzare l’organizzazione ed arraffare i risultati, cancellare le tracce).

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