Sotto-titolato per chi non vede che sta sotto al titolo: Detecting the Watched (n.d.r)

(In seconda TV e tradotto in Volgo* Fiorentino, trattandosi dell’originale non Inglese, il Filmato TsoTso con avviso V/m su la moscha TzeTze)

Osservate come al 0’53” i pattern siano articolati in due differenti serie di geometrie.

Dalla lente d’ingrandimento, ovviamente a causa di diversi fenomeni di riflessione, diffrazione, interferenza e forse diffusione, proviene un flusso che interagisce con il CCD (la chimica relativa ad i colori e l’intensita luminosa visibile e non) creando una serie di geometrie concentriche nella lente d’ingrandimento stessa.

Dal monitor provengono radiazioni luminose visibili in aggiunta a quelle non visibili ad occhio nudo – almeno non prima dell’interazione con il gruppo ottico e/o la tensione elettrica, il campo magnetico, e le nuvole elettroniche nelle molecole del CCD – che determinano, oltre all’immagine che per noi risulta a display, i pattern con ‘centro in alto a sinistra’ ed il ‘pattern con centro a destra, in alto a destra ed in basso a destra.

Essendo ovviamente il refresh del display e del CCD costanti, posto che nel CCD la radiazione luminosa visibile e le eventuali, ma qui presenti perchè create ad hoc, radiazioni non visibili o ‘flussi di altro genere’, il gruppo di lenti disposto lungo lo stesso asse (nella fotocamera nemmeno è presente il mirino ottico tra l’altro, vi è solo quello digitale, dunque si escludono deviazioni non simmetriche determinate dalla presenza di riflettori o prismi), il CCD planarmente parallelo al monitor ed in aggiunta pressochè centrato sull’asse ortogonale e centrale al piano del monitor, si evince che in assenza di radiazioni o flussi non ‘visibili ad occhio nudo’ il massimo pattern che si potrebbe verificare sarebbe o concentrico o quantomeno simmetrico da tutta la ‘regione occupata dal monitor’.

Tra le altre linee dei pattern (che nemmeno sono tutte perchè mancano le linee ‘relative a tre centri’) vi sono in immagine linee parallele…

Intravedete quelle linee parallele su tutto il piano del monitor, un poco diagonali a video, e determinate da una parte della luce proveniente dal monitor stesso? Ecco, al massimo quelle sono normalmente presenti, le altre mica troppo (per ridere dato che è evidente che non sono determinate da radiazione ‘visibile ad occhio nudo’ (potrebbe essere dovuto alla correlazione della tempistica d’aggiornamento del monitor a video e quella del CCD, in funzione della velocità di carica e scarica, lungo i tracciati elettronici, determinata dallo scorrere della corrente elettrica che alimenta la componentistica elettronica stessa). Il resto mancia, a togliere.

Ergo.

Qualcosa di creato artificialmente, per interferire con la chimica ed il funzionamento dell’elettronica ed anche della biologia, è certamente presente.

E’ evidente che la lente d’ingrandimento fa ‘vedere i tre colori’ (in apparente forma di onde chiare e scure, sfumate dalla ‘circonferenza interna a quella esterna’) in quanto la luce attraversante proviene da tre tipologie chimiche di pixel del monitor e la stessa viene oltre che riflessa anche diffusa e nel CCD questi sono rilevati. Ah, nell’elettronica, ‘digitale’ in particolare, le sostanze chimiche si comportano più o meno come condensatori: molto funziona in modo da campionare, determinate ‘variazioni ed influenze’ cui sono soggette le sostanze chimiche, come se ogni volume si comportasse da condensatore, in aggiunta ci sono i processori ed i condensatori di quantità di cariche più grandi di quelle che possono essere conservate nuvole elettriche atomiche o molecolari dei singoli gruppi di componenti. Ovvero i pixel conservano parte di carica fino al momento in cui la ‘trasformano’ in radiazione luminosa visibile (variando anche lo stato del proprio campo elettrico e magnetico ‘in attesa’ del refresh), idem all’incirca avviene nel CCD e nella forma cristallina delle lenti (anche se nell’ultima in tempi differenti ed in funzione di vari fattori e tipi e caratteristiche di radiazioni ottiche o invisibili, flussi ivi attraversanti). Sul CCD in particolare si possono condensare flussi e radiazioni, non visibili ad occhio nudo, che però sono ‘trattate’ dalle lenti e da tutto quanto attraversano, che incrementano di fatto l’energia presente durante l’acquisizione delle informazioni per costruire l’immagine, determinando appundo ‘forme d’onda’ di lunghezza molto molto superiore a quella luminosa visibile o determinata da eventuali rugosità della superficie, rugosità che comunque aiutano ad ‘intensificare’ gli effetti che influenzano la rilevazione del CCD.

Osservate cosa accade nei fotogrammi attorno al 0’27”, sia prima che dopo: le radiazioni visibili e non, provenienti dal monitor e non, create per utilità o per fare danno e lesione, incidenti sul CCD determinano, in aggiunta a quella serie di pattern concentrici di ampio raggio la cui corda attraversa il monitor in orizzontale tra gli estremi destro e sinisto, una serie di interferenze aggiuntive nella regione occupata approssimativamente dal centro del monitor; i pattern aggiuntivi che compaiono e scompaiono, mentre la scritta rimane a fuoco, sono evidentemente determinati dalla messa in funzione di qulche attrezzatura che genera flussi o radiazioni interferenti con l’elettronica e la chimica anche organica forse, e se non è quella che si riesce a riprendere con la fotocamera, quella che interferisce con la chimica organica devessere d’altro genere.

Parrebbe anche che la radiazione, quella creata allo scopo di arrecare danni e/o lesioni, influisce sul CCD come se provenisse da uno strumento rotante oppure che la radiazione stessa od il flusso venga emesso con caratteristiche tali da ‘deviare il proprio percorso’ allantonandosi dalla sorgente per ritornare forse all’origine oppure che il flusso inverta (tale da determinare come si vede in altri video il classico pattern che pare essere speculare, diviso in due parti, i cui colori ai lati sono alternati in modo opposto, ovvero sia dove quel che da una parte della linea speculare è più chiaro dall’altra è più scuro, indice del fatto che la radiazione, od il flusso entrante o incidente il CCD oppure un effetto secondario dello stesso, determini una regione del CCD soggetta ad una ‘pressione di radiazione’ e l’altra soggetta ad una ‘depressione di radiazione’).

Nel monitor filmato, in basso a destra vi è una scritta (che aiuterebbe a mettere a fuoco…).

Quando cambia la videata, quando si apre una finestra, la scritta è già presente, la messa a fuoco si regolarizza**.

Posto che la fotocamera non ha ‘cognizione’ della sua distanza e dell’angolo tra monitor e CCD, posto che la messa a fuoco è in funzione di diversi fattori relativi a quanto rilevato dal CCD poi computato dal processore,

posto che per la fotocamera ‘non fa differenza’ se a monitor appare una scritta, una finestra, una sagoma riflessa nel monitor oppure se sul CCD arriva una forte luce diretta o riflessa (classico effetto foto col flash sul vetro della finestra: messa a fuoco ‘istantanea’, d’altronde non ci sarebbe il tempo per mettere a fuoco a tentativi),

posto che, se dal CCD, sono rilevati dei pattern ‘dal monitor’, dovuti a qualsivoglia fenomeno ottico che PUO’ essere messo a fuoco, in aggiunta a sagome, in aggiunta alla scritta ed in aggiunta al margine inferiore del monitor,

posto che gli elementi per mettere a fuoco sono sempre presenti nel filmato ed il ‘preponderante’ tra questi apparirebbe essere proprio il pattern,

visto che il pattern viene messo a fuoco improvvisamente (?) per alcuni fotogrammi e poi disapparire e riapparire

visto che il pattern riappare solo dal momento in cui un’altra finestra fatta di ‘variazioni di colori e luminosità’, per quanto ne ‘sa’ il CCD, ergo tal quale alle variazioni di colore e luminosità di ‘eventuali’ pattern di linee ‘virtuali’ che POSSONO essere rilevate tanto da non risultare ‘lampeggianti’,

si pongono delle domande ALLUCINANTI…

Domanda:

Scusate ma che cosa diavolo è accaduto al 1’07” secondi? Nei 3 secondi a precedere la perdita di messa a fuoco sui pattern ‘a schermo’ vi sono stati movimenti della lente d’ingrandimento anche maggiori di quello avvenuto un’istante prima della stessa perdita di fuoco: sarà venuta l’influenza alla camera fotografica, uno starnuto?… causa di qualche radiazione o flusso di tipo elettro-magnetico che ha interferito con quanto viene rilevato dal CCD e che ha comportato il mal posizionamento delle lenti del gruppo ottico? Noooooo… ma va…

Quanto accade dal 1’11” al 1’21” è forse strano? In particolare dal 1’14” noto scosse telluriche (ci sarebbe poco da scherzare visti gli strumenti nuovi ed i nuovi impieghi di quelli vecchi) nell’immagine, vi sono rapire o lente, ampie o piccole variazioni di colore e luminosità che io interpreto come l e n t e d ‘ i n g r a n d i m e n t o i n m o v i m e n t o ma la fotocamera – non lo sa – dovrebbe usarli per detrminare eventuali variazioni di fuoco, come pare abbia fatto con l’influenza al 1’07” ed invece ha gli anticorpi che perde dal 1’21” circa per ritrovarli un’istante al 1’35” – e dire che in quel momento doveva essere indecisa visto il secondo pattern determinato dalla luce proveniente dalla lente d’ingrandimento.

Considerato che lo sfondo a monitor è azzurro e dunque i pixel rossi sono ‘abbastanza poco’ luminosi cosa accade alla lente al 1’37 è forse arrossita oppure a Busto Garolfo c’è nell’aria qualcosa che interferisce con quella parte nel CCD che si occupa di rilevare il colore ‘rosso’ venendo dunque rilevata la ‘sollecitazione’ come determinata da radiazione visibile ‘rossa’?

Dal 1’43 al 1’48″/1’51” è forse accaduto un casotto? Il pattern creato dalla lente d’ingrandimento è ininfluente rispetto a quanto improvisamente e rinvigorito è messo a fuoco sul monitor. E…dire che in passato quel pattern a ‘monitor’ lampeggiava [tratto evidentemente dal termine dal diverso significato di Regolarizzare**]. Ed ecco l’influenza malefica! Fisica classica, radiazioni elettromagnetiche emesse in determinati momenti ed influenti evidentemente sulla chimica dei sensori o lenti e l’elettronica ai fini della messa a fuoco.

Quasi per finire osservate al 2’30” le ‘importanti’ variazioni di luminosità a monitor determinate dalla mia ombra e l’inifluenza sulla messa a fuoco dei p a t t e r n. Il periodo precedente è in funzione di evitare facili giustificazioni a quanto la messa a fuoco faccia scrosci d’acqua nei secondi attorno al 3’30”.

Siamo veramente agli sgoccioli… osservate l’asciugarsi dei pattern in funzione del lampeggiar da sole, di fatti i pattern ‘lampeggiano’ si fino a poco dopo il presentarsi della finestra al 3’33”, come se la riduzione di luminosità in regioni definite e nitide determinasse il riferimento per la messa a fuoco, ma così non avvenne al 2’18” dove alcuna finestra si presentò alle ammiratrici verificandosi comunque lo stranissimo fenomeno della messa a fuoco dei pattern estinguibili.

Per Finire a 3’21” lo vedete il dito medio, ecco quello è sempre a fuoco nell’immagine: ergo evidentemente la messa a fuoco viene persa virtualmente su di alcune radiazioni e flussi entranti nel CCD che a volte ci sono a volte vengono a mancare, mentre la messa a fuoco complessiva a parte rari casi è già presente.

Ricominciamo…

Da parte di chi è stato preso di mira con ‘cose’ e radiazioni o flussi o emissioni sonore peggiori e meno visibili di quelle riprese in camera fotografica, radiazioni che per estensione di effetti sul corpo sono, al confronto, decise evoluzioni dalle prime applicazioni dell’effetto Frey (limitate forse all’udito); radiazioni elettro-magnetiche od altre ’emissioni’ che, di voce, potrebbero far sentire la propria quando quelle a cui si è soggetti sono esageratamente forti, radiazioni elettro-magnetiche od altre ’emissioni’ che ti fanno tremare o scaldare le ossa o la pelle solo nei punti in cui sono concentrate, radiazioni, radiazioni o flussi o suoni (inudibili per frequenza) che fanno a ‘braccetto’ solo con determinate molecole, atomi od altri elementi per così dire di ‘contrasto’ e ‘passano’ attraverso altre/i, radiazioni che se ti va bene non ti colpiscono se ti sposti di corsa di qualche metro facendoci fare con il braccetto il gestaccio oppure che richiedono di spostarti di decine di metri e che comunque ti lasciano ben poco tempo prima di finire casualmente di nuovo addosso al bersaglio ritrovato dagli strumenti ed armamenti più o meno domestici, più o meno militari, più o meno ‘intelligenti’, più od ancora più di vili, radiazioni che vorrebbero ti togliessero tutto, radiazioni che servono con i primi bersagli a creare i precedenti, radiazioni che servono a mettere poi tutti gli altri a tacere ed ottemperare a delinquere od essere soggiogati. Radiazioni, flussi, suoni od altre emissioni che già vengono sperimentate con armamenti in zone di guerra, territori in assedio, zone militari con carceri, come metodi antisommossa (cercate qualcosa troverete di sicuro circa fonti od anche testimonianze). Radiazioni, flussi, suoni, altre emissioni che ad oggi cominciano con evidenza ad essere sperimentate su civili in numero crescente ed evidentemente in zone dalle piccole alle grandi località e non solo in limitate casistiche. Tecnologie in mano alle mafie anche…

Chi raccoglie le Olive?

Chi toglie i dinosauri dal complesso?

Chi toglie la Mala erba…

Basta davvvveroooo, come dicono alcuni…

Ah!… Dimenticavo la scritta sulla destra, in basso, è stata quasi sempre a fuoco, a variare infatti era la luminosità, la quale a volte influiva sulla messa a fuoco ed altre volte la messa a fuoco era influenzata da una radiazione o flusso elettro-magnetico non rilevato dal CCD e tradotto dal processore in pixel d’immagine più ‘luminosi’ di altri, in quanto forse ‘energia’ ‘aggiuntiva’ a quella normalmente presente nell’etere incrementando oppure decrementando gli effetti delle radiazioni visibili quando incidenti sul CCD. Il flusso invisibile ma, ‘egli’ (visto che si vuol fare apparire non vi siano balordi che emettono questo e quello sempre invisibile che ben più sensibilmente colpisce la biologia, dunque – ironizzando – deve avere una propria personalità) il flusso, è comunque risentito parecchio dall’elettronica nonché dalle forme cristalline, ‘nuvole elettroniche molecolari’, presenze irragionevoli ma da progetto di correnti, non viceversa eh!

Attenti alla TORRE quando suona rintintin o similari anche illegali ed alle comunicazioni satellitari… csss.csssss. sssccccc. scccccsss cssssss… non ho detto nulla, ho scritto. Attenti ai quasiradarcasalinghinonmiguardarditerahertzneilrestodifrequenze. Ohm Tesla Ohmmmmm Gauss A/m A/m, insipido?

* Audio censurato

** il famoso che non si vede: in Nero, l’irregolare

(Tratto il Dado da “Shocking InSanity: le verità sull’ecologia dell’Elettrosmog riElaborato” edito da “C’è sempre un motivo – Casualty S.r.l.” scritto per errore da un registratore troppo carico, disponibile nel cesto dei giornali del più lontano Medico o Farmacista)

Advertisements