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Sottotitolato: è una perdita di tempo tentare di spiegare al criminale che egli non sta lavorando.

I lavoranti od i disoccupati in genere non operano per distruggere o spostare la ricchezza, in genere operano per trovare da vivere degnamente Umanamente, il lavoranti od i disoccupati in genere non operano con la volontà di togliere agli altri, i lavoranti od i disoccupati in genere non operano abusando del potere o travisandso diritti, i lavoranti od i disoccupati in genere non sono i disoccupanti.

I disoccupanti sono i criminali che vogliono per se quello che tolgono agli altri, vogliono per se fregando gli altri, vogliono per se rovinando la collettività, le società, l’economia, i lavoranti od i disoccupati, le Nazioni, gli Stati.

I disoccupanti sono alle volte dipendenti o professionisti che operano secondo piani criminali, contribuendo a piani criminali altrui o propri.

I disoccupanti sono la feccia della specie Umana.

I disoccupanti, coloro che operano togliendo possibilità a coloro che non commettono reati sugli altri, in genere operano secondo logiche che suppongono la seguente equazione:

quanto di costruito prodotto implementato positivamente e teoricamente fruibile da tutti (detratto) delle vittime che ne potrebbero fare uso (corrisponde alla) ricchezza maggiore per i disoccupanti

Detrarre l’uso e la domanda, che potrebbero essere proprie, delle vittime, dai beni costruiti e prodotti significa voler ridurre, a parte il valore di quanto le vittime hanno “guadagnato” in termini monetari, il numero di potenziali consumatori, che tradotto significa volere depopolare od ammettere l’utilità della disgustosa idea della necessità di depopolare: di fatti i criminali non ci pensano troppo ad uccidere, ledere, annichilire.

Dunque è chiaro che i criminali esecutori finali di mandati, sono abominevoli ed abietti quanto lo sono i Mandanti “primi”. Forse sarebbero potuti essere peggiori degli stessi Mandanti qual’ora si fossero trovati ad eseguire partendo da condizioni migliori per la commissione finale dei reati.

I criminali esecutori finali hanno il solo “vantaggio di non essere i primi ideologi” e di essere appunto gli esecutori, cosa che significa che gli stessi potrebero in parte essere stati condizionati per divenire criminali, cosa che non giustifica la volontà di non indicare i mandanti e la volontà di procedere anche a piani esposti, cosa che di nuovo li rende abietti e disgustodi quento i Mandanti “primi” senza avere le caratteristiche di persone di furbizia (intendendo comunque furbizia con il significato originale francese).

Tra i disoccupanti vi sono coloro che hanno implementato e propugnato le teorie economiche e finanziarie dell’ultimo mezzo secolo (almeno).

I disoccupanti sono, non solo coloro che tolgono i posti di lavoro, sono coloro che gl’impediscono, sono coloro che tolgono i diritti a vivere.

I disoccupanti sono coloro che sono riusciti a giustificare l’introduzione delle macchine e delle catene di montaggio sulla base dell’incremento d’efficienza.

L’efficienza, cosa dai chiari possibili significati: “maggiore capacità” a fronte della stessa “spesa” (in senso lato), maggiore produzione a fronte dello stesso lavoro, maggiore guadagno a fronte dello stesso costo, maggiore stabilità della qualità a fronte degli stessi prodotti, minori consumi a fronte degli stessi prodotti, ecc… a scelta e nelle variabili proporzioni, altrimenti non si vedrebbe di che razza di efficienza si tratta.

I disoccupanti sono coloro che poi sono riusciti fare passare le macchine come elementi che riducevano le possibilità di stipendiare.

Il mantenimento dell’occupazione, soprattutto il mantenimento della stessa capacità di stipendiare. Già, i disoccupanti sono riusciti a tradurre l’incremento d’efficienza in svantaggi, anzi che vantaggi per i lavoratori e le imprese.

Ma come, non era semplicemente migliorata l’efficienza? Allora le macchine sarebbero dovute essere introdotte con una velocità proporzionale a quanto maggiore è la possibilità di stipendiare, in funzione dell’incremento d’efficienza.

Da non dimenticare che esisterebbero inoltre, nella teoria finanziaria, i prestiti per fare fronte alla non modulabilià e proporzionabilità della macchina, cosa che comporta costi aggiuntivi iniziali.

Ovvero, se una macchina consente all’impresa di risparmiare qualcosa ottenendo gli stessi risultati, significa che gli stessi stipendi potrebbero essere pagati se la macchina fosse introdotta proporzionalmente, in funzione dei vantaggi determinati dalla macchina.

Stessi stipendi, stessi stipendiati, stessa domanda, stessa offerta e/o differenti prezzi e/o minore lavoro personale.

In altre parole.

Posto che se introduco una macchina o ho intenzione di avere maggiori introiti o comunque ridurre i prezzi ed/od aumentare la produzione, significa che se una macchina ha un costo la potrei acquistare ed usare, proporzionamente nel tempo, l’incremento proporzionale nell’uso determina che con quella parte di costo sostenuto in più (quota parte d’acquisto, manutenzione e funzionamento, includendo i connessi) sto teoricamente producendo più efficientemente rispetto al costo che dovrei sostenere attribuendo aggiuntivi salari, di conseguenza sto avendo maggiori introiti in proporzione all’incremento d’efficienza, di conseguenza potrei acquistare la macchina in proporzione all’incremento degli introiti derivati dall’introduzione della macchina senza dover ridurre salari e facendo fronte ad i costi.

Il risultato finale è che ad acquisto completato si avranno, se questa politica è applicata da tutti, pari salari, pari domanda, pari offerta e qualcosa in più.

Quanto è variato è soprattutto che vi sono coloro che producono la macchina, dunque maggiore richiesta di avere lavoro e minore disoccupazione in teoria, in funzione anche del metodo produttivo per la produzione della macchina stessa.

Per farla più breve, in linea teorica (e non si vede perchè non applicabile in pratica da una cooperazione d’imprese), se un’impresa avesse chiesto ai propri lavoratori maggiore produttività affinché la stessa impresa si producesse la macchina per incrementare l’efficienza, avrebbe ottenuto dopo un po, la macchina, minore lavoro per il personale ed eguali salari con eguale personale, oppure stesso lavoro e maggiori salari con eguale lavoro personale, a ripagare la maggiore produttività, dopo di che vi sarebbero stati solo maggiori guadagni per tutti i coinvolti; magari minori prezzi di vendita e maggiore possibilità d’esportazione; vi sarebbe stata la possibilità di incrementare il debito pubblico, diluendo il valore della moneta, stampando quella moneta necessaria a pagare il costo di produzione e progettazione della macchina, danaro che nel tempo l’azienda avrebbe restituito mediante una quota riducente l’incremento dei salari, oppure una produzione che sgravasse meno il carico di lavoro degli stessi lavoratori.

Invece il debito pubblico è aumentato, con la disoccupazione, con i prezzi, con le difficoltà “concettuali” per aprire imprese, con le difficoltà finanziarie, con le tasse. Ah, l’economia di mercato! Un’altro aumento è stato quello della forbice che rappresenta l’influenza socio-economico-finanziaria procapite tra la cima e tutto il resto della piramide.

Dunque?

Dunque, il sistema economico è stato complicato, è divenuto poco economico e molto finanziario, di li è divenuto una truffa, della finanza gestita da pochi, alla società, alla Specie Umana.

Numeri creati dal nulla, nel mondo della finanza, numeri che quando devono entrare nell’economia reale richiedono di vedere tradotta in valore reale la controparte di valore nominale.

Numeri che per poter essere tradotti in valore reale, inteso come valore monetario a carta-moneta corrente, che, qual’ora non si verificano operazioni speciali di politica monetaria relative alla massa già circolante, richiedono una nuova emissione di debito pubblico per ottenere la controparte di carta-moneta da attribuire a chi sta spostando valore dal mondo “virtuale della finanza” a quello del normale commercio.

Il sistema economico si è riempito di un’infinità di passaggi, intermediazioni, tassi di credito e debito, evoluzioni pinadariche delle menti dei non-economisti, e di sicuro non-economi, molti perdono, pochissimi guadagnano tantissimo ed imperversano influenzando e distruggendo la società, di li impazziscono dallo stra-potere e giocano con i burattini divenendo quei Mandanti “primi” di molti crimini singoli e sociali.

Il lavoro intellettuale fatto allo scopo di complicare il sistema economico, il sistema delle necessità, dei bisogni, delle capacità a sopperirli, è divenuto talmente obeso da essere sfuggito di mano, andare per conto suo, al punto da definire il Mercato come fosse un’entità e non frutto di operazioni programmate da capo a piedi per sopperire a bisogni e necessità.

Il lavoro intellettuale è divenuto persino una scusa.

Il lavoro intellettuale è divenuto la progettazione di un crimine esteso e diffuso (i cui scopi in fin dei conti sono già trattati e comunque visibili agli occhi di tutti).

Si sarebbe fatto un infinitesimo di quel lavoro intellettuale, vi sarebbero state un infinitesimo delle crisi economiche, un infinitesimo degli indigenti, un infinitesimo delle condizioni che predispongono la società all’esistenza del crimine, un infinità delle differenza e tensioni sociali, un infinitesimo delle guerre, un maggiore e più veloce progresso, una maggiore consapevolezza delle persone in merito al funzionamento socio-economico della Nazione, una minore prevaricazione e minore menefreghismo, tutto se semplicemente fosse stata programmata l’evoluzione economica idustriale, al fine quanto meno di fare coincidere maggiori profitti con le maggiori spese, al fine di poter incrementare l’efficienza produttiva, riducendo il carico di lavoro mantenendo l’occupazione, evitando il libero gioco di numeri e tassi, il libero gioco di sprechi ed approssimazioni, se non peggio.

La verità è che nella Nato ed in genere nell’economie di libero, stra-libero, mercato, le economie comunque piene di vincoli e difetti, non vi è l’intenzione di distribuire la ricchezza e fare progredire tutti allo stesso modo o quantomeno proporzionalmente. Vi è la volontà evidente di lasciare sfociare il conflitto sociale diffuso e violento, la volontà da parte della cima di riprendere tutto quello che è stato nel tempo concesso al resto della società.

C’è un’elite impazzita ed una ciurma di sacchi di merda criminali che tradiscono, come l’elite fa, la popolazione alla quale appartengono, e nemmeno occupano la posizione dell’elite e mai la occuperanno dato che l’elite al momento più opportuno ordinerà di sfoltire la montagna di diarree solidificatesi nel tempo, estraendovi, con le braccia del resto della società quanto di utilizzabile (come gli elementi metallici e l’utilizzabile concime) per farlo rifluire alla cima.

Ora vediamo come il libero mercato consente di indebitare gli Stati a più non posso per ripagare interessi di un sistema economico-finanziario suggerito fondamentalmente da delinquenti più o meno consapevoli (certo consapevoli dei propri introiti, almeno nel breve termine, certo consapevoli dei giochi di prestigio per apparire esperti e garanti, certo consapevoli di come “producono” quanto vendono), ma non consente di fare lo stesso per fornire quei prestiti e primi salari al fine d’implementare nuove produzioni reali e non di società d’ingarbugli utili agli azzeccagarbugli.

Pensate per esempio a come non sia possibile che nel paese del sole sia cosi difficile implementare il fotovoltaico organico, come sia possibile che nel paese del sole sia così impossibile implementare il solare termico “leggero”, di come sia impossibile quando basterebbe fare il debito, anzi che per ripagare interessi, per dare il credito necessario ad avviare società collegate, pensate a come tali società, a parte ridurre la disoccupazione ed anche il numero di possibili picciotti, consentirebero di produrre qui, importando denaro derivato dall’export, consentendo di ripagare l’investimento e ripagare gl’interessi.

D’altronde se una impresa fa economia allora ha come minimo, costi eguali agli introiti dalla vendita, dunque se è messa nelle condizioni di incrementare l’efficienza, mantenedo i salari, sarà anche in grado di mettere da parte quanto serve a ripagare l’investimento per l’incremento d’efficienza e gl’interessi al posto di chi ha fornito i soldi per l’investimento.

Altrimenti, invece che fornire capitale che transita fino a dove serve e gl’interessi per il prestito iniziale se li pagano quelli che usano il capitale oltre a ripagare il prestito, se si vuole, si può fare quella cosa che alcuni “industriali” odiano tanto: pagare interessi sugli interessi sugli interessi, per fare fluire capitali da prestiti da prestiti.

Se l’impresa, invece, parte già con l’obiettivo di funzionare da centro di riciclaggio del danaro oppure di fare finanza a spese dei salariati e consumatori oltre che dello Stato, è altro discorso.

Pensate a come per esempio la criminalità sia un costo attuale e come reprimerla costi (tanto più che tra coloro che sono stipendiati per farlo vi sono molti collusi, alcuni traditori dello Stato oltre che dei giuramenti e deontologia professionale).

La criminalità è un costo, arrestarla, tapparle le vie possibili, sarebbero un guadagno sociale, non solo in termini di minori costi ma proprio di profitti della Nazione.

La criminalità, pensate alle estorsioni, rapine, furti, violazioni di domicili, violazioni delle comunicazioni, lesioni della persona, pensate alle difficoltà di fermare subito i responsabili, alle difficoltà di stabilire i certi esecutori dei reati.

Pensate a come il debito pubblico potrebbe essere incrementato non per ripagare gl’interessi sui debiti (figurarsi ripagare i debiti) ma come potrebbe essere incrementato per avviare società che si occupino di sistemi di tutela della salute, di sorveglianza privata, per il fermo immediato, in fragranza (pronto da dare in pasto alle patrie galere od alle misure di contenzione), del criminale.

Pensate a tutti i negozi che sono un costo ogni volta che vi avvengono reati perpetrati da terzi, sono un costo collettivo, sono un costo individuale. Pensate alle Mafie, al pizzo, alle rapine. Pensate a quali minori costi nel tempo e quali incrementi della sicurezza, ostacoli all’ideazione oltre che commissione del crimine vi sarebbero se gli stessi esercizi fossero dotati di sistemi per immobilizzare il criminale oltre che immortalarlo alla commissione dei fatti.

Pensate a come l’introduzione di tali sistemi smuoverebbe i soldi depositati in immensi fondi, od i soldi disponibili, pensate al lavoro intellettivo relativo alla progettazione (si spera senza sprechi derivanti da inutili riproposizioni dello stesso sistema con una virgola variabile) il lavoro per l’implementazione di sistemi in grado d’immobilizzare o rendere inoffensivo il criminale al momento del crimine o poco dopo avere commesso un furto, certificando al tempo stesso la responsabilità.

Pensate a come allo Stato non freghi un gran chè di suicidi d’imprenditori causa criminali, estorsioni, inefficienze impreviste perche frutto di sabotaggi, ordini nell’ambito della finanza eseguiti poi da semicorrotti o corresponsabili…

Pensate a come lo Stato sia corrotto, come lo Stato sia divenuto come molti lo definiscono, l’Azienda italia con il suo consiglio ideologico ed il suo managment, e come ogni azienda se ha dei criminali in quelle posizioni tenderà a fare come l’Ilva.

Pensate in che mani siete ed alla scelta che avete: organizzarvi per fare cartelli o fare i mafiosi di vario genere, fare i mercenari, distruggendo quel che c’è, oppure allearvi ed organizzarvi per produrre quel che serve di positivo per tutti tagliando fuori quei passaggi inefficienti che sono le banche, le finanziarie, i manager, i confezionatori d’idee diciamo (per identificare una categoria di professioni cha da indicazioni del cazzo), i mafiosi, i pirletti da quattro soldi che in comitiva pensano di governare il mondo (quando hanno passato due terzi della vita in aperitivi, rincoglionimenti, shopping, bar tabacchi, altro fumo, bravate, terrorismo e gang stalking), pensate a come potete organizzarvi per tagliare fuori quelle imprese di vigilanza che speculano e spesso sono corrotte o fanno il doppio lavoro per mantenere quello pulito, pensate a come potete organizzarvi per fermare i criminali, identificandoli dal momento in cui vi si appropinquano a quando commettono il fatto, così da poterli fermare.

Pensate che bisogna fare in fretta perchè le estorzioni iniziano a farle usando “armamenti” tecnologici, senza avere armi in pugno, avendo strumenti che vi danneggiano dalla distanza, avendo a volte i Carabinieri che mettono a tacere le vittime, avendo “armi” elettromagnetiche, informatori mercenari e “liberi professionisti del crimine” che vendono informazioni (non vendibili) a chi paga…

Avvertenze: disoccupati si scrive senza la N di disoccupanti, ovvero distinguere bene.

(tratto da “Finanzionomia” un testo un poco disprezzato dagli economisti della finanza, un testo ininfluente, un testo sulla “Realtà diminuita”. Edito da “Precisazione^ Coop.” la società cooperativa che si occupa di cooperazioni di collusi. Scritto per fare capire le cose cose apposta complicate, ovvero commettere l’azione di complicarle, scritto per farvi notare che siete stati presi per il culo dadiversi esperti)

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