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Sottotitolato: Cosa Pubblica, Stato, Nazione, Efficienza, Progresso sociale economico politico dei diritti reali collettivi ed indivibuali

Il Progresso, la crescita di tutto per tutti.

Il Progresso non è la casuale od organizzata, differente suddivisione qualsiasi, dell’influenza socio-politico-economica del singolo, all’interno del complesso potenziale dei poteri d’influenza socio-politico-economica.

Il Progresso è la specifica crescita dell’influenza socio-politico-economica, dei singoli, nel modo più equo possibile.

Il Progresso è la redistribuzione, l’equa distribuzione.

Il potere, inteso qui come capacità, come autorità, come possibile influenza, come diritto, socio-politico-economico del singolo, quando è sproporzionato, tanto meno è equamente distribuito, si traduce in una cosa semplice: eccesso, abuso, spreco, irragionevolezza, superficialità, disinteresse, non-lungimiranza reale, prevaricazione, opportunismo, e tutte le possibili degenerazioni possibili.

La sproporzione di potere socio-politico-economico determina violenza, degenerazioni e caos, arretramento, involuzione o quantomeno freno all’evoluzione del progresso della Nazione e della Specie tutta, in quanto, per definizione, il tempo a disposizione del singolo per esercitarlo è limitato, anche se fosse ipoteticamente e teoricamente a fin di bene collettivo e senza danno ad alcun altro, dunque la sproporzione si traduce in differente densità di potere nel limitato periodo temporale (l’esistenza in vita dell’individuo).

La differente densità di potere “temporale” costituisce maggiore inefficienza nell’uso dello stesso. Per definizione, non vi è concetto o teoria del merito individuale che tenga, perchè non vi sono esseri Umani che si muovono alla velocità della luce ed altri che sono immobili: un secondo è un secondo per tutti.

In un secondo un individuo al pari d’un altro potrebbe avere un’ideazione come pure l’altro potrebbe averne un’altra: una differenza della densità di potere “temporale” tra i due si traduce semplicemente in una differente probabilità che l’ideazione collettivamente migliore, più “progressista”, ottenga il peso che serve affinchè si traduca in reale progresso Nazionale oltre che individuale.

Non si tratta di comunismo, ma di matematica.

Se l’ideazione è buona, è positiva, progressista, anche secondo la teoria economica del libero mercato, prenderebbe il sopravvento sull’altra se le condizioni di partenza fossero identiche.

Scientificamente non sono comparabili due idee applicate a condizioni differenti in partenza, dunque per verificare la bontà d’una ideazione, che sia applicata al libero mercato oppure che sia applicata al mercato pianificato in funzione dell’equa distribuzione, equo contributo, equo potere, equo diritto, equo progresso, è necessario comparare i loro effetti da una condizione di partenza comune.

Non vi è condizione di partenza comune se vi è differente densità di potere “temporale”, in tal caso l’idea peggiore potrebbe prendere sopravvento sulla migliore, annullandola, tanto più il potere è concentrato ed attribito a chi ha l’ideazione peggiore; chi invece aveva avuto l’ideazione migliore non avrà modo di farla fruttare.

La teoria economica del libero mercato è dunque di per se contraddittoria se non permette di avere lo stesso potere nel medesimo istante in cui “due variazioni vengono introdotte per essere virtualmente valutate”.

La teoria economica del libero mercato squilibrato, la definirei, è uno spreco di tempo della vita degli esseri Umani.

La teoria economica del libero mercato squilibrato potrebbe essere complicata quanto si vuole per coprire le sue falle e rendere incomprensibili le cause diluendo le colpe (quando la prima responsibilità è insita nello squilibrio), ciò non toglie che del tempo stà passando per compensare gli errori, deformazioni, inefficienze, sprechi, involuzioni, superficialità introdotti dalle ideazioni errata di coloro che detenevano una sproporzionata densità di potere socio-politico-economico “temporale”.

Il tempo non torna nello stesso tempo.

La vita di tutti è stata irragionevolmente minata dall’irrazionevolezza della differente distribuzione del potere socio-politico-economico “temporale” di pochi, unita all’esercizio della stessa per introdurre idee irragionevoli od errate e non contrastabili con lo stesso potere.

La Democrazia, la Democrazia è un’utopia fin tanto che il potere è differentemente distribuito.

La Democrazia, non è, non esiste con la differente distribuzione di potere, la Democrazia è l’esercizio equo del potere in funzione del popolo che la esercita e che, nel complesso, detiene il diritto di calibrare le finalità di quel complesso di potere, di calibrare le finalità dall’immediato al più lontano futuro, dell’esercizio di quel potere determinato dal progresso già accumulato.

La Democrazia si esercita ogni istante, un secondo è un secondo vissuto in una Democrazia se dà gli stessi potenziali diritti di esercizio del medesimo potere ad ognuno che vive quel secondo.

La Democrazia non è differentemente rappresentativa, la Democrazia è anarchica nel senso che non presenta la differente proporzione e distribuzione del potere tra coloro che la esercitano, la Democrazia non è anarchica proprio perchè esiste il potere della collettività.

La Democrazia sussiste solo se la rappresentatività del potere è democraticamente pari.

La Democrazia non è un’Utopia.

La Democrazia sussiste solo nella cooperazione.

La Democrazia non può esistere con la competizione.

La Nazione democrazia, lo Stato democratico è tanto più progredito tanto più la sua influenza è condivisa equamente.

La rappresentanza è unipersonale. La rappresentanza del potere altrui non corrisponde all’esercizio democratico del potere.

Ognuno è rappresentante di se stesso, ognuno può avere maggiore o minore cognizione della condizione altrui, alcuno però è capace di sostituire i suoi secondi, minuti ed ore a quelle degli altri.

La rappresentanza di altre persone è un’approssimazione esistente in una condizione di differente proporzione di densità di potere “temporale”.

La rappresentanza altrui è uno spreco del tempo degli altri ed una maggiore probabilità di fare interessi particolari.

La rappresentanza non è delegabile dal Popolo ad altri per un periodo temporale, la rappresentanza è delegabile solo per termini mono concettuali, si può delegare rappresentanza del proprio potere, nei confronti di un’idea, ad un rappresentante che ha il medesimo giudizio sulla medesima idea.

Non esiste delega legittima connessa ad un arco temporale, in tal caso il rappresentante non si chiama rappresentante, si chiama oligarca a tempo più o meno determinato e non rappresenta le idee ma la propria capacità nell’aver plagiato ed ottenuto il consenso di una moltitudine sulla base di una serie di falsificazioni della realtà, falsificazioni atte a fare credere nell’esistenza e nella possibilità di esistenza di una rappresentanza della “propria condizione”, dunque plagio.

La democrazia Occidentale è plagio Internazionale. Non è Democrazia.

L’unica Democrazia è quella Diretta.

La Democrazia Diretta, oltre alla pari distribuzione della densità di potere, socio-politico-economico, ad ogni individuo, come definito dal concetto di Democrazia, presenta anche la pari distribuzione temporale dello stesso potere ad ogni individuo.

(in divenire)

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