Sottotitolato: Cause e conseGuenze

La catena degli effeti, l’interazione con l’arbitrario, gli effetti consequenziali, gli effetti nati arbitrari prodottisi concausa.

Considerata una “componente” deformante lo spettro elettro-magnetico dello spazio, elettrico, magnetico, nelle sue possibili configurazioni originarie, nelle sue polarità, orientamenti di queste nello spazio, nelle sue frequenze, intensità ecc…

Determinata quella “componente”, la propagazione di effetti, la deformazione delle caratteristiche dell’energia nello spazio, le caratteristiche dello spettro elettro-magnetico nello spazio, in conseguenza alla sua esistenza.

Determinata la riproposizione, nello spazio ove è generata, delle caratteristiche, deformanti l’energia dello spazio stesso, della stessa “componente” secondo una nota “sequenza di segnali” temporale.

Determinata una sequenza temporale che è costituita dalla creazione e presenza di quella “componente” deformante, con centro in un luogo dello spazio, con durate e caratteristiche ripetute per determinato tempo ed intervallate da periodi noti d’assenza della stessa per determinato tempo.

Eseguita da più punti, la cui posizione relativa tra gli stessi è nota, la rilevazione della “sequenza di ritorno”, la rilevazione della “reazione dell’energia nello spazio” determinata in conseguenza alla “sequenza di segnali” precedentemente creata, si conoscono le caratteristiche della reazione dello spazio, a quella sequenza generata, anche in termini spaziali oltre che temporali, in qunato la “risposta”, pur di caratteristiche differenti dalla sequenza originaria, possiederà una sequenza temporale congruente con l’originaria.

In altre parole.

Da tre emittenti, dalla posizione relativa nota, originano sequenze di impulsi di deteminata durata e determinati intervalli di pausa, con lieve e noto sfasamento temporale tra le tre sequenze d’emissioni, si rileva da tre punti, la cui posizione relativa è nota ed è nota anche la posizione relativa rispetto l’emittenti, quanto varia negli strumenti di rilevazione stessi in funzione del tempo; si ricercano nelle variazioni, rilevate dagli strumenti, le sequenze corrispondenti a quelle d’emissione, anche se con caratteristiche proporzionalmente deformate rispetto le medesime sequenze all’emissione.

Ovvero.

Fotoni di frequenza (?) vengono emessi da tre sorgenti, quanto incontrano, nel propagarsi nello spazio, interagisce con i fotoni determinando la temporanea variazione delle proprie caratteristiche, “variazione che si propaga” fino a raggiungere tre rilevatori.

Ipotizzato che i tre rilevatori siano multispettrali, posto che i tre rilevatori hanno posizione nota nel tempo rispetto alla posizione degli emettitori, si evince che, se i fotoni emessi di frequenza (?) fossero causa di distinte reazioni con l’energia nello spazio in funzione delle caraztteristiche della stessa e della distanza dai rilevatori, è possibile definire alle caratteristiche dell’energia diffusa dello spazio in funzione della posizione dai rilevatori, semplicemente “osservando” la diversa tempistica di rilevazione, nei tre rilevatori, delle medesime sequenze “di risposta – di reazione” ora giungenti in multipli spettri.

Esempio, più complesso.

Volendo determinare le caratteristiche e la posizione di I II III.

I seguenti sono gli strumenti emettitori, ad ognuno un identificativo, gnuno emette multiple frequenze
  OA                  OB                 OC

Ognuno dei precedenti emette le seguenti diverse serie di segnali identificanti le diverse sorgenti, il corrispondente momento d’emissione temporale, la frequenza usata all’atto dell’emissione tra quelle utilizzabili (un codice di segnali elettromagnetici costituito dall’abbinamento d’identificativi sorgente/tempo/polarità/frequenza-originaria, ovvero segnali in sequenza con le stesse caratteristiche macroscopiche e minime variazioni definenti la sequenza, così che ogni sequenza “logica” descriva, tramite minime variazione d’intensità-polarità-frequenza-ecc, la frequenza d’emissione originaria, la polarità, l’origine, il tempo-l’ora-il-secondo-il-millesimo-ecc, le caratteristiche dell’emissione stessa permettendo poi di essere rilevata e riconosciuta indubbiamente)    
A1 A2 A3        B1 B2 B3        C1 C2 C3

A1 A2 A3        A1 A2 A3        A1 A2 A3
B1 B2 B3        B1 B2 B3        B1 B2 B3
C1 C2 C3        C1 C2 C3        C1 C2 C3
le nove serie identificative, mantenendo il rapporto nei segnali, tra i segnali, permanendo come sequenze identificative, vengono “assorbite” dai seguenti, giungono in tempi diversi sui seguenti
   I                   II               III

vengono “riemesse” verso, , permane il rapporto tra segnali, permangono le sequenze identificative in senso “logico” ma sono già “mutate” in caratteristiche fisiche, comunque coerenti nella stessa sequenza
a1 a2 a3              a2 b2 c2        a3 b3 c3
b1 b2 b3        b1 b2 b3        b1 b2 b3
c1 c2 c3        c1 c2 c3        c1 c2 c3

i seguenti rilevatori sono tutti in grado di rilevare un’ampio spettro di caratteristiche elettromagnetiche (frequenza,polarità,intensità), con rapidissima frequenza di scansione temporale, delle caratteristiche dei segnali giungenti, ed ovviamente sono in grado di rilevare il significato delle sequenze potendo così determinare le caratteristiche iniziali di quelle sequenze, le caratteristiche prima del’interazione con I II III. E’ inoltre nota la posizione relativa con OA OB OC e tra gli stessi rilevatori a b c.
   a                 b                 c

Posto che le sequenze attraversano il medesimo punto approssimativamente nello stesso tempo, la reazione è proporzionale alle caratteristiche del segnale della sequenza.

Le sequenze raggiungono a b c in tempi diversi. I valori delle  caratteristiche, le interferenze con i rilevatori non hanno senso compiuto ma si sa già che in quanto arriva possono essere identificate serie logiche. Vengono ricercate le variazioni che corrispondono, sono “sovrapponibili” comparabili, anche proporzionalmente, alle sequenze originarie.

Il risultato è che dall’analisi delle variazioni proporzionali nelle sequenze di segnali, è possibile ricostruire il percorso dìseguito dalle sequenze di segnali rilevate ed anche il tempo impiegato per percorrere quei “tracciati” (che non sono, trattandosi d’onde sferiche o d’altro genere)

Messo quanto sopra, mi accingo a fare notare che ogni onda muta in parte le sue caratteristiche ad ogni interazione nello spazio, se l’onda avesse “significato di segnale”, ogni segnale, ogni impulso, muterebbe le proprie caratteristiche praticamente al medesimo modo in tutta la sequenza mentre si propaga, se l’onda fosse lunga ed i punti di rilevazione molti, la scansione temporale elevata e le sequenze frequenti magari anche solo leggermente sfasate, anche tramite onde lunghissime si potrebbero definire le posizioni e caratteristiche delle varie interazionini nella propagazione del segnale poi rilevato, “a ritroso”.

Dunque, se le sequenze che attraversano uno punto dello spazio con la propria energia, mutano nelle caratteristiche in istanti adiacenti, significa che quello spazio è mutato nelle caratteristiche.

Ovvio che se la sequenza di segnali è lunga, è meglio rintracciabile, ma definisce le interazioni che ne modificano le caratteristiche fisiche (intensità,polarità,frequenza) dei segnali logici (la sequenza di variazioni nel periodo) in un arco più lungo e di conseguenza la sequenza stessa subisce più mutazioni tra l’inizio dei segnali e la fine della sequenza, ergo o è minore la risoluzione spaziale (voxel per unità di spazio) oppure è minore la risoluzione temporale (“frame” a parità di voxel per “frame”). In aggiunta a quanto espresso va considerato che se vi sono movimenti relativi (noti) tra emettitori e rilevatori nel tempo (noto) la risoluzione decresce oppure le sequenze sono meno percettiblili (ne consegue maggiore sensibilità degli strumenti per mantenere la risoluzione).

In altre parole l’osservazione dello spazio così eseguita è tridimensionale e la comutazione “a ritroso” è limitabile a quanto si vuole “mettere a fuoco”.

A parte l’analisi del suolo, dei volumi, anche mediante le telecomunicazioni tradizionali, la domanda è: cosa avevo/ete nella testa?

(tratto da “Con-frequenza _£,” edito da “°Simboli&Fattori” pubblicato e distribuito solo dall’in-scritto)

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