Sottotitolato: Comunismo e Capitalismo

Mai pensato che nella competizione, vi fossero due individui ed un bisonte, se si facessero la lotta ed uno ammazzasse l’altro, chi permarrebbe avrebbe certo la possibilità di accaparrarsi il bisonte?

Ecco, riducendo le probabilità all’altro, fino a togliere ad egli la possibilità, uno dei due contendenti, potrebbe pensare di avere maggiori probabilità di prendersi il bisonte, si, nella sua ignoranza capitalista.

Perchè, il bisonte, avrà molte più probabilità di non divenire preda del competitore, in quanto quest’ultimo non avrà da solo i mezzi per accaparrarselo, e comunque anche se possedesse degli ausili, non se la passerebbe bene dopo, essendo l’ultimo rimasto.

Già, di fatti la competizione è solo una malattia dell’Umanità.

Già, gli ausili: uno dei competitori ha vinto l’altro (manco l’Umanità fosse una gara od un giuoco a premi – la dice lunga sulla testa di cazzo dei propugnatori della competizione) mediante gli ausili; se gli ausili fossero stati prodotti in modo condiviso tra i due, per semplificarsi la caccia al bisonte, per condividere le difficoltà?

Il bisonte era uno, i competitori due, è dunque vero che se un competitore avesse vinto sull’altro sarebbe durato più a lungo, ma la sorte a breve sarebbe stata comunque l’estinzione.

Il bisonte era uno, i competitori due, è dunque vero che se i competitori fossero stati collaboratori avrebbero avuto probabilità nettamente maggiori di trovare un modo per sopravvivere più a lungo con un solo bisonte, avendo per esempio maggiori probabilità di scovare un secondo bisonte.

Il bisonte era uno, così sembrava agli occhi dei due competitori, inizialmente almeno, la competizione ha ridotto la possibilità di avere a disposizione due bisonti, la cooperazione avrebbe aumentato la possibilità di trovare tutti e due i bisonti, la cooperazione inoltre avrebbe aumentato le probabilità di trovare il modo di usare al meglio ognuno dei due bisonti.

Facile stabilire qual’è la società che progredisce veramente ed ha maggiori garanzie di durare a lungo aumentando il benessere di chi la costituisce: la società cooperativa.

Facile capire che la competizione è semplicemente il modo per accaparrarsi i rimasugli ma non necessita di progresso, la competizione è al fine dell’idiozia del competitore.

Facile stabilire che il capitalismo è l’ideologia per l’estinzione.

Il capitalismo di per se esclude il concetto di società, permette semmail il concetto di sfruttamento, prevaricazione, sottrazione.

Il capitalismo… Millenni di avvisi su cosa comporta una certa ideologia di violenza e prevaricazione, sotterfugi, truffe, crimini, menefreghismo, competizione… Nei momenti migliori dell’evoluzione del “progresso” delle conoscenze Umane e del benessere e benavere Umano, la specie si è sempre trovata coinvolta in momenti di grande cooperazione, diffusione, trasparenza d’informazioni, idee, si è trovata lontano dalla competizione. Nei momenti migliori la specie ha copndiviso i saperi per l’utilizzo al fin del bene comune, non per competere e vincere una gara che vedono solo i malati idioti criminali (che saranno pure malati di crimine, ma la limitazione della possibilità di danneggiare i diritti Umani altrui non dovrebbe certo essere loro tolta).

Quando si è scoperto che l’acqua inquinata faceva male, altri, presumibilmente, l’hanno fatto sapere a quanti più possibile, hanno cercato di distinguerla prima che fosse tardi. Quando si è scoperto che l’acqua inquinata faceva male, altri, presumibilmente, l’hanno fatto sapere a quanti più possibile, hanno cercato di distinguerla prima che fosse tardi. Quando hanno scoperto queste cose, non si sono tenuti il segreto, messo le royalty, venduto a caro prezzo il sapere, la specie si è popolata.

Ad oggi, la specie è purtroppo popolata di capitalisti cultori di teorie eugenetiche, di terorie sulla sovrapopolazione, di teorie capitaliste, di metodologie criminali od anche semplicemente di teorie di mercato.

La tendenza è chiara, nella NATO e dovunque questa agisce… (sperando per il bene dei futuri, l’inversione di rotta)

(tratto da “Poche parole per fare vergognare economicamente gli economisti del mercato” edito da “TitoliLung-i” la casa editrice per chi non vuole vedere. Scritto da qualche parte, se trovate)

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