C’è chi cerca strutture costituenti i complessi denominati HAARP od EISCAT e tutte le altre simili nel mondo, che le cerca dalle fotografie di quanto è visibile ad occhio nudo.

C’è chi non pensa che tali strutture, simili, soprattutto se fatte per arrecare danni, potrebbero stare semplicemente sotto le coperture di numerosi capannoni, od essere nascoste al di sotto di coperture idonee realizzate allo scopo di interferire poco con il funzionamento.

C’è chi pensa che quelle strutture visibili, che possono benissimo essere usate marginalmente per cometere crimini a distanza, che sono state finanziate e progettate teoricamente per sperimentzioni “legali”, scientifiche (trascurando il fatto che molte volte è stata richiesta l’interruzione di tali sperimentaioni in uqnto possibilmente modificanti il clima e comunque improntate proprio all’ottenimento di questo).

Perchè se non sono improntate a sviluppare strumenti per sciogliere le zanzare a mezzaria (che già…), a tenere lontane le rondini (che già…), ad ammazzare le api dalla distanza (che già…), ad allontanare insetti ed animali dalla distanza (che già…), se non sono improntate a sviluppare strumenti per comunicare a grande distanza (dati i consumi…e poi chi riceverebbe come ritrasmetterebbe?), se non sono improntate a sviluppare strumenti per sciogliere oggetti atmosferici pericolosissimi, se non sono improntate a sviluppare strumenti per fermare velivoli, se non sono improntate a sviluppare strumenti di difesa (armi), se non sono improntate a sviluppare strumenti da guerra di offesa (armi), se non sono improntate a sviluppare strumenti per riscaldare l’atmosfera, se non sono improntate a sviluppare strumenti per influenzare la chimica e la conduttività atmosferica, se non sono improntate a sviluppare gli strumenti precedenti, allora è possibilissimo che in effetti siano usate anche per sviluppare strumenti di offesa per danneggiare i ghiacci, le culture, gli animali, la salute, dalla distanza. Oppure per analizzare con una certa definizione alcuni campi elettromagnetici (che attraversano, si propagano) nel volume dello spazio da queste occupato, un grande volume, una buona base d’indagine, per rilevare anche quanto da uno dei singoli strumenti che le compone non sarebbe possibile o definibile con buona approssimazione. Insomma anzi che usare un’antenna super tecnologica e dai materiali improbabili, per rilevare “l’irrilevabile”, un’insieme d’antenne diffuse per fare lo stesso a costi inferiori, correlando le informazioni dei rilevamenti.

Come se uno volesse captare qualcosa da una singola antenna, piuttosto che da una parabola, piuttosto che da un velo “riflettente-interagente opportunamente” disperso in atmosfera (non una parabola ma comunque un “vicino riflettore” diffuso per antenne rilevatrici diffuse, esattamente il concetto che per decenni è stato usato per le trasmissioni a grande distanza sfruttando la ionosfera “già eccitata dal campo magnetico terrestre” e l’interazionene-riflessione-riemissione in un modo specifico di determinati tipi di onde elettromagnetiche, solo che anzi che sfruttare la ionosfera si sfrutta una dispersione apposita di sostanze chimiche per altri tipi di “frequenze” od anche gli stessi ma impedendo che vengano disperse allo stesso modo nello spazio, dunque senza prima variare d’intensità e frequenza).

Sostanze sospese, molecole che, in un intervallo di temperature e pressione, possiedono densità rientranti in un determinato intervallo, dunque sostanze che galleggiano nell’aria ad una “certa quota”, non sotto, non sopra, sostanze che a quella quota interagiscono con le cariche elettriche, il campo magnetico, i campi elettrici, presenti in quella quota atmosferica, sostanze che di giorno-mattina sono utili in un modo, di notte-sera in altro in funzione della “compressione del campo magnetico” della concentrazione d’energia naturalemente presente a causa dell’interazione con il vento ed il campo magnetico solare, della temperatura, della deformazione della magnetopausa terrestre.

Sostanze che forse non precipitano, sostanze disperse relativamente in piccole quantità ma diffuse in un velo sottile e specificamente interagente, nel modo voluto, con precise determinate frequenze.

Ovvio che se queste sostanze sono studiate per “assorbire” determinate frequenze, segnali nelle stesse, poi “riemetterne-rifletterne” altre che giungono al suolo con frequenze e corrispondenze di segnali che mantengono una logica per quanto sono progettate per incontrare, agli obiettivi Biologici trasmettono “impulsi elettromagnetici” significativi per la biochimica e biofisica. Si chiama guerra, si chiama dividere ed imperare, si chiama danneggiare l’altro per derubarlo della salute della vita. Si chiama influenzare la società, l’economia, si chiama danneggiare le colture per vendere sementi ed ogm, fare spostare specie animali per creare problemi, fare spostare insetti per danneggiare le colture, si chiama influenzare la diffusione di malattie per vendere farmaci e cura, si chiama colpire la collettività per arricchire pochissimi.

Si chiama: la popolazione dovrebbe essersi rotta le palle delle differenze eccessive di ricchezza e potere, influenza economica e politica di pochissimi.

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