Sottotitolato: il testo contenuto non ha validità ai fini della legge

A parte il quasi ossimoro (?), anzi contradizione bella e buona, si fa presente che esitono poi anche migliaia di siti web che si occupano di leggi, di commentarle, di richiamare sentenze e di li richiamare le norme.

Esistono migliaia di siti che riportano le norme e direttive territoriali, dagli enti più grandi a quelli più piccoli.

Suggerimenti inutili: per risparmiare spazio, concentrare le forze, lavorare in sinergia, ridurre consumi di materiali e studiare metodi e mezzi più efficaci, forse è il caso che tutto quanto riguarda normativa e regolamentazione della pubblica amministrazione e degli enti collegati, venga presentata su di un unico portale Nazionale (meglio Europeo, chiaramente con centri diffusi per la memorizzazione dati, ma almeno dai contenuti non inutilmente replicati), permettendo a chiunque (magari attraverso un’accesso unico web certificante l’identità della persona accedente ai servizi) di apporre indicazioni, suggerimenti, annotazioni, descrizioni esplicative, dal singolo articolo alla legge, dalla proposta, alla motivazione per il respingimento.

Inutile avere migliaia di servizi distinti per stabilire regole di livello anche municipale quando le stesse se facilmente individuabili potrebbero essere riproposte ed adattate per altro municipio. Partecipazione diffusa e normazione più rapida.

Stessa cosa vale per i piani ad indirizzo urbanistico, edile, per i piani industriali distrettuali o finanche i singoli piani industriali, tenetevi pure i segreti sul benessere e benavere, mal che vada vi porterete tutto nella tomba non riuscendo ad implementare quanto sognavate (indipendentemente dai criminali, anzi no, criminali permettendo).

E’ ovvio che se esiste(va) un Catasto serio, nell’era telematica doveva essere digitalizzato, gli strumenti di rilevazione collegabili direttamente in funzione delle rilevazioni, i dati poi segnalati come corretti, approvati. Una interazione, annotazione diretta degli eventi relativi alla modifica dell’uso dei suoli, interazione ed annotazione coadiuvata dall’uso di strumentazione in remoto collegata ai database univoci relativi all’uso del Territorio Nazionale, database utili al rilievo, alla proposta di progetti, alla certificazione di variazioni, alla progettazione, alle operazioni sul suolo, dalle costruzioni all’agricoltura, dalla compravendita alle proposte di valorizzazione dei suoli.

Un catasto spaziale dei suoli, un catasto per layer, dai vertici spaziali alle linee congiungenti gli stessi, alle aree comprese, ai volumi compresi, un catasto dei suoli per layer ove, in funzione dei servizi abilitati nei confronti di coloro che possono accedervi, dalle credenziali d’accesso dinamicamente o permanentemente attribuite alle diverse identità fisiche e giuridiche (con attribuzione eda parte di enti o di persone fisiche e giuridiche private), è possibile apportare e proporre modifiche, rilevare dati: prezzi, caratteristiche geomentriche, uso dei suoli, previsione d’uso, vincoli d’uso, limiti, destinazioni d’uso, evoluzione storica, previsione “evolutiva” statistica delle caratteristiche, stabilità dei suoli, morfologia, orogenesi, chimica, fisica, caratteristiche meccaniche campionate o desumibili, documentazione digitalizzata relativa ai progetti e proposte, risorse naturali, localizzazione e funzione dei servizi pubblici, contratti d’affitto e proprietà, diritti d’uso, infrastrutture, reti, difesa, con le limitazioni in merito alla possibilità di aver conoscenza di dettagli qualità e caratteristiche, in funzione come scritto, dei permessi anche dinamicamente attribuiti.

Avete presente la partecipazione popolare, il problema delle proposte infrastrutturali, le manifestazioni, i tempi per le obiezioni, i tempi da rispettare, ecco dalla poltrona di coloro che sono interessati e correttamente informati e considerati.

Progetti più rapidi, programmi meglio condivisi e partecipati. Basta palle.

Una piccola applicazione online per fare ripartire una Nazione, niente di che, solo efficienza, rapidità, meno burocrazia, semplicità, facile attribuzione delle responsabilità e verifica delle stesse. Quattro cazzate…

Si tratta di mettere d’accordo le persone? Campagna informativa, dettaglio, reperibilità di quanto contenuto in una proposta approfondita, referendum. Si tratta di costi? Vale lo stesso. Volete un prelievo una tantum per implementare una volta per tutte un sistema che poi si evolverà, collaborerete ad implementare ed ampliare senza inutili dispersioni in migliaia di progetti, volete poi risparmiare soldi e tempo?

Presente i social network? Ecco è il caso che, considerato il Cittadino anche come colui che accede ai servizi pagati dal prelievo fiscale in uno Stato, si proceda ad implementare un servizio online con una pagina ed account certificato per ogni Cittadino od avente diritto, per ogni personalità giuridica che ha titolo per essere definita tale nello Stato, ove sia possibile comunicare dati, testi, proposte, richieste, abilitare-disabilitare permessi, in modo certificato (oppure escludendo la stessa certificazione, con i conseguenti svantaggi) con altri cittadini, la P.A., le aziende, venditori ed acquirenti, servizi finanziari, sanitari, pensionistici.

Mille accessi diversi e nessuno certificante realmente e con certezza, con multipli sistemi contemporanei all’uopo, l’identità?

Mille servizi parziali?

Mille volte tempi replicati a fare quelle virgole, a compilare quei fronzoli, che possono invece essere specificati una volta collegati all’identità del Cittadino?

L’accortezza che la certificazione non è una password ottenuta in modo complicato ma qualcosa che certifica, mediante più sistemi di rilievo e comparazione storica, l’identità delle persone: tessere, password, pennino elettronico per la firma con tanto accelerometro per la verifica della “postura” della mano durante la scrittura, dati biometrici (battito cardiaco, basta un piccolo e rapidamente applicabile strumento, temperatura corporea, voce, peso, in fin dei conti insomma per tutto questo basta una bilancia collegata al terminale con un microfono ed una macchina fotografica omologati “immodificabili” e soggetti a verifiche periodiche, anche online mendiante un sistema di taratura, insomma quando ti pesi vuol dire che hai ottenuto parte dell’accesso) fotografie periodiche (attestanti per lo più la presenza di qualcuno temporalmente vicino al terminale cui viene consentito l’accesso). Chiaro che possono esservi anzi devono esservi possibili variazioni nei metodi d’accesso), il succo è la rapida verifica multipla, ammettente normali variabili, nell’ottica di una evoluzione temporale e la necessità dunque di un registro degli accessi.

Una sorta di check up sanitario, rapidissimo con gli strumenti già a disposizione e comunque strumenti che non costituiscono spesa improponibile, costituente l’accesso, un check up salvato in un registro messo a disposizione in ogni municipio od ente ove ogni Cittadino può recarsi per verificare gli accessi (onde evitare crimini non noti rapidamente). Meno carta più servizi, multipli, contemporanei, senza accorgersene. Registri sistetici sull’uso dei servizi, quelli si, anche su carta, registri e documenti con codici di verifica.

Sapevate che una connessione criptata con una password che determina la conversione dei dati, la criptazione, può essere violata? No, ebbene invece può, per una questione che attiene alla conversione dei dati in transito secondo una funzione “x”, dati prevalenetemente noti o identicamente riproposti ed illegalmente registrabili e comparabili, a fronte di una piccola quantità d’informazioni “teoricamente non note” al violatore e determinanti la conversione. Ebbene password più lunghe rendono più complicata la decrittaizone forzata sfruttando una sorta di dizionario dei contenuti noti precrittazione (o diversamente crittati) e dei contenuti noti che nella crittazione sono non si sa dove ne come. Il punto è che la password è una cosa, un codice simil qrcode od un’immagine (nota al servizio automatizzato ed in possesso del cittadino che la deve mostrare alla telecamera) digitalmente raddrizzata grazie alla presenza di una griglia sovrapposta, sono altre. Di per se la password non serve con la ricognizione ottica dell’individuo, tantomeno se è dinamica la ricognizione e l’individuo è filmato mentre opera nel servizio online.

(tratto da “Conoscere la poltrona”)

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