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Creative commons, usate subito se serve, perchè le idee in una società si condividono per migliorare la vita di tutti, non ne avresti se non fossi stato istruito grazie alle vite passate degli altri. La società che cosi non fa è solo un circo mal messo non una Società od una Nazione: se condividi le idee, i problemi, le soluzioni, le metti in elenco Nazionalmente diffuso, le metti a disposizione, partecipi alla loro evoluzione, alla trasformazione in progetti, l’imprenditore, l’operaio, lo studente, il disoccupato, quando ha a disposizione quanto serve si adopera a mettere in pratica quanto è sufficientemente precisato, gli conviene.

Posto che i termini usati non sono certo gran chè tecnici, per ampia facile comprensione (se riesco).

La colonna portante può dover essere mastodontica, oppure può èssere distribuito il carico concentrato da una colonna ad un “perimetro portante”, a setti, a pareti portanti.

La colonna mastodontica è importante nelle dimensioni e lo è in funzione degli sforzi meccanici.

La colonna portante è in genere fatta di elementi solidi.

La colonna portante però può essere anche fatta d’aria (non fritta) e reggere un dirigibile o l’aereo poco distante.

La colonna d’aria ha un problema: tende a distribuirsi in orizzontale fino a che non trova qualcosa che la costringa a divenire un volume contenuto e delimitato, di forma anche variabile, ma pur sempre con alcune caratteristiche necessarie.

La colonna d’aria è facile da concepire e regge molto bene. Per esempio possono realizzarsi strutture ove l’aria in pressione è contenuta in volumi chiusi delimitati da “teli”.

Si può coprire un capannone come una palestra od un campo. La tenso struttura senza camere d’aria è invece più pesante: vi saranno elementi compressi solidi ed elementi deformabili in tensione.

Un capannone costa. Poi c’è la burocrazia e la fiducia. La capacità produttiva di strutture alternative.

In un capannone si “usa” la struttura di copertura anche per avere elementi mobili quali luci anche apribili, impianti, elementi di macchine produttive. Tutti possono fare a meno della struttura pesante di copertura e reggersi a molto meno materiale disposto ad hoc (semmai si predispongono al suolo punti d’appoggio più resistenti in previsione che sopra possono esservi elementi di grande carico. Quanto agli impianti e le luci, si può benissimo tener su tutto con elementi in pressione e tensione, camere d’aria chiuse, anche dotate di sistemi per mantenere la pressione costante. In genere la compressione è un problema superiore alla trazione, i materiali a disposizione al di sotto di certi sforzi vanno bene a compressione ma ve ne sono molti altri che a trazione permettono di resistere a sforzi superiori.

Comprimere l’aria vuol dire esercitare trazione nell’elemento contenitivo. L’aria compressa lontano dal cambiamento di fase regge bene quando non può distribuirsi come vuole all’interno del volume contenitivo: se il tubolare è in realtà costituito da una serie di sfere accostate e delimitate da tessuto in trazione ogni sfera si comporta come un concio di qualsiasi arco, chiaro che non ha senso fare delle sfere quando possono essere disposti dei diaframmi a cadenze opportune (diaframmi che potrebbero anche delimitare camere chiuse in pressione, con la necessità di valvole e circuiti secondari necessari a rimettere in pressione) in funzione dei carichi che si sa già saranno presenti. Ovviamente, una struttura in pressione-tensione grazie a fluidi e solidi oppure soltanto a fluidi (se riuscite ad immaginarla se no ve la spiegherò tra mille anni almeno, prospettive… criminali permettendo, salute permettendo, mafia permettendo, corrotti permettendo), ha un problema determinato dalla variabilità della densità in funzine della pressione cui è sottoposta e delle condizioni fisiche di “contorno” (ambientali, temperatura), lasoluzione al problema consiste nel poter variare la pressione-tensione interna.

Mai visto un tirante fatto di camera d’aria?

Il tirante fatto di camera d’aria è un tirante particolare, elastico fino ad un certo punto, un tirante di camera d’aria vede ridurre la sua sezione quando sottoposto a trazione a meno che il suo profilo perimetrale è fatto di toroidi in pressione delimitanti appunto una ulteriore camera d’aria “cilindrica”, dunque diviene un tirante meno deformabile, abbastanza leggero, una sorta di sorpensione-ammortizzatore.

Sappiamo che la tensione è un bel problema. Sapete a che pressione stà il gas in bombola? (varie) Ecco se è in pressione è più facile che la struttura della bombola sia tesa che compressa da uno sforzo manuale dall’esterno, ve ne è abbastanza da non cambiare il fatto che comunque il “punto” compresso da voi, ortogonalmente alla superficie, resti in trazione nel suo “perimetro complanarmente tangenziale” al resto della superficie.

La resistenza a tensione in materiali a catena molecolare lunga od a reticolo cristallino “ordinato” in tutta la massa (soprattutto se è una massa a pressione ambiente con elevato peso specifico) è superiore alla resistenza dei comuni materiali compressi, intendendo in questo caso per resistenza la capacità di contrastare resistendo ad uno sforzo, che sia di compressione o trazione.

Un problema delle camere d’aria è la torsione.

La torsione può essere contrastata da camere d’aria elicoidali, quantomeno sostitutive dei toroidi perimetrali (meglio con diaframmi): se tali camere d’aria fossero compresse od anche tessvolgerebbero funzione contenitiva ed alternativa alla staffatura elicoidale, ovvio, in proporzione ai carichi; i carichi che possono sopportare le strutture presso-tese sono notevoli.

Il tirante di camera d’aria si restringe lateralmente, non importa, in realtà vi è comunque una forza che trattiene l’allungamento, anche se la camera d’aria fosse a volume zero, al suo interno vi è “distribuita” una forza resistente all’allungamento e di trazione aggiuntiva a quella determinata dalla superficie delimitante solida.

Un tirante anche un poco depresso e tirato da tutte le parti.

Un tirante depresso al suo interno, come espresso, determina una compressione lineare nel perimetro della sezione qualora il perimetro fosse costituito e parte di camere d’aria compresse (toroidali, elicoidali).

La colonna compressa con delimitazione di camere d’aria in depressione (ovvero volume determinato da masse concentrate dalla depressione, ovvero “tessuto” solido compresso dalla contrazione determinata dalla depressione al suo interno, immaginado una sorta di firarmonica depressa) è una colonna che può scaricare la forza ortogonale alla direttrice del carico maggiore normalmente ad un perimetro in tensione “aumentata”: posto che la superficie tessuta della colonna-camera compressa si trova in trazione a causa della tendenza all’incremento del diametro della sezione di camera compressa, si ha che una superficie pretesa dal vuoto e delimitante la compressione, riesce a contribuire alla resistenza delle forze che determinano “l’allungamento” della circonferenza perimetrale grazie proprio alla depressione, depressione che costituisce forza oppositiva l’allungamento circonferenziale (la forza resistente all’allungamento, aggiuntiva a quella insita nel materiale del “tessuto”, è parte di quella determinata dalla differenza di pressione rispetto ad un pari volume altrimenti contenuto nel tessuto quasi-sottovuoto, ovvero se il tessuto di una sfera risulta compresso dal vuoto che viene fatto al suo interno, la tensione superficiale distribuita nella sfera si riduce quasi annullando le forze eventualmente presenti nel tessuto e determinanti una sua eventuale trazione in quanto determinate da agenti esterni alla sfera, ergo se la sfera fosse a doppia camera, ovvero due sfere, l’una più grande dell’altra, la più piccola compressa e la più grande tesa, si determina che nel volume delimitante la sfera vi sono minori forze di trazione a cui i materiali debbono resistere in quanto contrastate già in parte dalla oppositiva forza determinata dal “vuoto” della camera altrimenti di diametro “elasticamente” incrementabile).

Un pallone volante è un pallone tenuto in su aerostaticamente.

Quanti dirigibili avete visto fatti con il quasi-vuoto interno nel volume sospensivo e camere d’aria superficiali compresse per mantenere la forma del volume principale quasi-vuoto?

Puoi mettere nel dirigibile il gas “incendiario” oppure metterci meno aria e semmai “assorbire” fiamme e soprattutto una densità d’anidride carbonica che di per se riduce la possibilità di combustione, oltre al moto d’aria che la tende a spegnere, dovesse succedere qualcosa.

Dunque un volume in anidride carbonica, compressa, a delimitare il volume depresso e molto grande, molto più leggero dell’aria, molto “aerostatico”, ha proprietà intrinsecamente migliori a quelle del volume a gas differente.

A parte la maggiore leggerezza nel volume interno che però è contrastata dalla pressione nelle camere delimitanti, si ha un differente comportamento al calore, per “l’equilibrio” di massa (posto che la superficie delimitante è ripartita in diaframmi) ecc… (trovatelvele)

E’ ovvio che se un volume nell’aria galleggiante ha dei confini per poterlo delimitare significa anche che qugli stessi può giacere un “telo” entro cui può fluire un fluido più leggero dell’aria in quanto caldo od in quanto mosso meccanicamente, come se fosse l’abbinamento di una mongolfiera ed un dirigibile.

Abbandonati palloni volanti e colonne pesanti mi rammento che è più facile fare concepire agli Esperti(tm) e persone comunemente inconsapevoli che le colonne sono solide.

Le colonne solide, prese circolari sono fatte o d’un materiale alternato ad un altro o d’un materiale reso più resistente alle trazioni e “spinte espansive” (determinate dalla compressione) da un altro materiale che collabora anche agli sforzi longitudinali.

Una colonna di due materiali in genere è costituita da volumi a densità diverse e resistenze diverse.

Una colonna in acciaio e calcestruzzo, oppure di materiali sostitutivi il calcestruzzo e l’acciaio, è costituita di un primo resistente alla compressione e dell’altro resistente alla trazione (uno meglio dell’altro resiste all’eventuale torsione e flessione).

L’inflessione della colonna, nella colonna fluida è un problema minore: il fluido tende a stare disposto come può per distribuire al meglio gli sforzi superficiali contenitivi sempre che la forma non passi dall’idonea od ammissibile alla completamente brutta piega.

Una colonna solida può essere fatta di materiale definente forma e volume. Chiaro che il contenuto solido e dal reticolo cristallino definito è in grado di contenere l’espansione “areale” della sezione determinata dalla compressione ortogonale alla sezione stessa, mentre quello fluido come già espresso scarica questo compito contenitivo alla trazione del perimetro appunto teso.

Una colonna solida ha il problema dunque di contenere i materiali in una forma determinata al fine di poter sopportare i carichi.

Se la colonna supera di molto (ma nache no, dipende dal tempo, dall’impulso nel tempo) lo sforzo longitudinale per cui è progettata può accadere che si “frantumi” oppure si sbricioli, polverizzi, nel primo caso a causa di una pressione “lentamente” incrementata mentre nel secondo a causa di una pressione rapidissimamente incrementata (con le conseguenti “vibrazioni” interne nei materiali che solitamente “lunghe” determinano la ripartizione ed equilibrio dei carichi, la diffusione dei carichi, come la differenza tra un colpo di trapano rapido ed uno costantemente accelerato, oppure tra l’effetto di un martello pneumatico la cui pressione aumenta piano oppure aumenta rapidamente).

Una colonna, come una parete, dunque, può essere a sacco, fatta di un rivestimento, le cui superfici sono tenute alla stessa distanza da elementi interni, ed un riempimento incoerente oppure un riempimento dal reticolo geometrico definito (con i conseguenti problemi, che in un reticolo deformabile od indefinito non si hanno, a partire dalla ripartizione delle vibrazioni).

Una colonna in calcestruzzo è in grado di resistere a carichi molto maggiori a parità di masse di materiali resistenti, se fatta a sacco.

Una colonna in calcestruzzo contenuto dal metallo con pari sezione “areale” metallica resiste per definizione meglio ai carichi vericali, o a maggiori carichi verticali.

Quanto espresso sopra è dovuto semplicemente al fatto che, anche in caso di carichi concentrati al punto di rompere il “reticolo” di ripartizine dei carichi che s’induce nella massa di calcestruzzo, questi comunque vengono distribuiti per resistere alla compressione grazie alla trazione nell’acciaio che altrimenti e solo in determinati casi si verificherebbe secondo “assi geometrici” diversi nel volume del metallo.

E’ chiaro che se il metallo è invece distrubuito puntualmente nella sezione di calcestruzzo, sforzi ben minori determinano dapprima la riduzione di coesione calcestruzzo metallo e poi la frantumazine del calcestruzzo riducendo drasticamente la resistenza ai carichi in quanto il calcestruzzo non è contenuto e viene dunque espulso.

Uno Stato sano sostiene il risparmio sull’uso dei materiali tanto più quando sono “energivori” nella loro implementazione ed uso.

Uno Stato sano premia l’industria capace di fare risparmiare, la fa crescere e permette la contribuzione semplice di idee e perfezioniamenti, uno Stato, una Nazione, soprattutto una Società e non una massa d’individui (anche criminali) contenuti in una superficie con il minimo di elementi essenziali a non rivoltare lo stivale assieme al calzino, stimola la cooperazione, la condivisione delle idee, la partecipazione, la democratica espressione con l’oggettiva considerazione, insomma uno Stato sano fa la Democrazia, più propria del comunismo che del verticismo. Uno Stato sano semplifica e garantisce l’adozione, da parte di tutti i coinvolti o coinvolgibili, delle migliori misure conosciute, per risparmiare materiali energia e tempo.

Uno Stato sano a parte approntare quanto serve per rilevare le condizioni del Paese e della Popolazione, idividuare i possibili eventi cnnessi ad attività criminali, indagare i possibili criminali, ascoltare le segnalazioni, capire quanto segnalato, verificare quanto possibile, procedere a… (ecc…) uno Stato sano semplifica agli “imprenditori” (anche di se stessi, anche operai ecc…) il lavoro, utilizzando gli strumenti di rilevazione delle condizioni dello Stato e delle necessità e competenze, utilizzando i dati già rilevati, al fine di implementare un database accessibile mediante diritti accreditati ad i singoli, identificando e registrando ogni operazione svolta nel database attribuendovi identificativi temporali e personali (permettendo ovviamente la verifica da parte degli interessati degli eventi che riguardano gli stessi).

Uno Stato sano allora “invoglia” a modificare in modo pianificato il sistema produttivo degli “elementi” costruttivi al fine di ottenere migliori prestazioni con gli stessi materiali. Come definisce le leggi e cambia i diritti alle persone fisiche lo può fare per mantenere la personalità giuridica tale.

A parte quello che lo Stato non fa (…) dato che è in una regione continentale interna sottoposta ad una dittatura (mafiosa-elitaria impositrice da oltre confine, marittimo, anzi oceanico, confine valicato dai tentacoli “in”giuridici e prevaricatori connessi alla criminalità locale, criminalità i cui capi si avvantaggiano con lo sfascio socio-economico, fin che sono utili) ed oltretuto è uno Stato occupato colonizzato e non sovrano (non a causa dell’UE ma semmai perchè è l’UE ad essere non Sovrana), a parte queste piccole cose, lo Stato s’è dimenticato che la partecipazione Democratica non si limita a fingere il non regime oligarchico facendo qualche elezione o la permettendo la presenza ad inutili dibattiti: le idee sensate hanno senso perchè oggettive, l’oggettività si misura in funzione di criteri e comparazioni, l’ideazione semmai arricchisce il dibattito, ma d’idee, visto lo Stato in che stato sta attualmente… (pare proprio che se ne infischi delle idee costruttive ed oneste).

(in divenire forse)

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