Sottotitolato: L’impronta della plastica

Posto che lo Stato dovrebbe operare per ridurre l’impatto sociale dell’intervento contribuendo dapprima alla conversione del sistema aziendale e poi riprendendosi indietro il finanziamento “tampone”, forse i semafori andrebbero rivisti nella forma e contenuti.

Un semaforo è struttura e segnale.

Quel che serve è la segnaletica però, non la struttura.

Esistono i led da molto tempo. La questione è che non serve tutta la plastica che si usa ora quando ne basterebbe poco più che un terzo.

Il fanale a led, i led “montari sulla piastra”, possono benissimo essere di tre colori distinti ed alternati nella disposizione, usando una sola area circolare magari anche più grande attuale (e quindi maggiormente visibile), un solo elemento determinante l’ombra sul fanale, una struttura più compatta dimensionalmente e dunque anche più resistente.

Sistemato il sistema produttivo, rientrati delle spese, i contribuenti e gl’imprenditori saranno certo contenti dei risparmi dello Stato, nella manutenzione di elementi più semplici, nell’acquisto e disposizione degli stessi. Perchè elemento più compatto e leggero significa struttura di supporto più leggera.

Semaforo a led e sistemi di “rilevazione”: integrare gli elementi sarebbe un altro buon risparmi, dato che si avrebbe già un cono d’omre anti-riflesso sulla camera e contemporaneamente un “cono” convogliante i suoni (sorveglianza è una cosa, rilevare è mettere dei dati da qualche parte e poi per accedere agli stessi, anche mediante permessi).

La plastica necessaria a creare l’ombra sul fanale potrà anche essere nera ma nella parte inferiore forse sarebbe più utile riflettente o quantomeno bianca: aumenterebbe la luce riflessa nello spettro di radiazione visibile, anzi che quella assorbita.

Se ho bisogno dell’ombra posso anche permettermi una sorta di pensilina planare anteriore e sovrestante il fanale, sede di un pannello fotovoltaico, lateralmente la plastica a supporto ed irrigidimento della pensilina. Va bene il fanale tondo ma la pensilina può essere leggermente inclinata (per l’acqua) e planare come espresso.

Un vantaggio della “pensilina” inclinata, se le inclinazioni sono opportune assieme alle distanze, se la superficie inferiore della pensilina è metallica (od una deposizione metallica sullastruttura) o comunque molto riflettente, è che la luce verrà in parte diffusa contro la faccia inferiore della pensilina e di li riflessa in funzione dell’inclinazione sulla segnalitica semaforic più bassa, ad altezza uomo, ove anzi che esservi un’altro fanale si trova un catarifrangente neutro senza luce, e con la luce colorata riflessa e proveniente dal fanale si colorerò della giusta tinta.

Una miglioria potrebbe essere determinata da una pensilina non esattamente planare atta a concentrare la luce riflessa dal fanale verso una superficie catarifrangente inferiore, oppure dalla combinazione di una lente a basso costo (non necessariamente a base di silicio) nella parte inferiore della pensilina planare atta a determinare comunque l’effetto precedentemente indicato.

Una questione riguardante la velocità e l’infrazioni: la velocità media di un mezzo a motore può essere determinata in funzione della differenza temporale intercorrente tra l’immagine (frame) prodotta da una “videocamera” (quelle piccole tipo quelle che finiscono smantellate e provenienti cellulari sostituiti) e l’immagine prodotta da una “videocamera” in una diversa posizione spaziale, in cui è presente lo stesso oggetto. Dunque se di due “videocamere” sono note le coordinate spaziali (dunque anche l’angolo visuale, dato che sono state montate e nelle immagini riprese è presente sicuramente un elevato numero di elementi fissi, cosa che in linea teorica permette di determinare le dimensioni degli oggessi a distanza nota oppure la distanza in funzione della dimensione degli oggetti noti, dato che oltre alla visuale è nota anche l’ottica usata), è nota la distanza ed è noto il tempo minimo che deve intercorrere tra i frame ripresi (ipotizzando che per ogni frame è indicato l’istante temporale, comunque deducibile) e dunque il tempo minimo perchè un oggetto
appaia in una camera e poi nell’altra a distanza nota; verificando insomma l’identificativo temporale dei frame in cui appare l’oggetto ed in funzione della posizione di provenienza dei frame si risale alla velocità media di spostamento del mezzo a motore o di qualsiasi oggetto. Chiaro che la velocià non sarà determinabile con precisione, in considerazione di ciò va tenuto conto che se ammenda deve esservi deve pur essere considerata un decurtazione percentuale in funzione dell’impossibilità di conoscere con precisione la velocità media tenuta, decurtazione in funzione della percentuale d’errore.

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