Sottotitolato: cosa c’entra il fatto che la macchina sostituisce l’operaio con il fatto che questi non può più essere utile all’Azienda?

Sapete qual’è l’efficienza energetica, l’efficienza motrice del lavoro manuale?

Indeterminabile ma piuttosto scarsa rispetto a qualla di un’azione compiuta da una macchina.

Sapete qual’è il miglior modo per impiegare l’operaio in catena di montaggio (escludendo il contributo determinato dalle competenze d’intervenire a risolvere problemi diversi da quelli del dover eseguire un’azione identica-ripetitiva)?

Facendolo pedalare.

L’uso della dinamo oppure l’acquisizione e conservazione del momento dinamico al fine di trasferire l’energia motrice alla macchina determina un’efficienza energetica maggiore rispetto l’impiego della forza manuale diretta e varia per due motivi fondamentali: la macchina è strutturata per essere leggera il più possibile e resistente adeguatamente, la macchina è strutturata per ripetere con la minore usura con il movimento più efficacie l’azione necessaria, questi a parità d’energia trasformata determinano un maggiore rendimento in termini di azioni eseguite anche in tempi minori.

Ovvio che la macchina deve essere alimentata mentre l’operaio lo è già.

Ovvio che in uno Stato civile l’operaio non deve essere istruito usato e poi buttato quando per esempio nel tempo ha accumulato anche idee (che senza forse sono suggerimenti più utili di quelli degli Esperti(tm) ) utili a rendere migliore il lavoro che svolgeva ed in merito anche a com’era concepito.

Il punto è che in uno Stato civile quando la macchina prende il posto del lavoratore lo sesso coadiuva la macchina in quanto la macchina ha bisogno di essere alimentata e se non la imbocchi tu devi affidarla alla mensa elettrica “Nazionale” (la rete).

Dunque se il lavoratore eseguiva prima un lavoro meno efficientemente rispetto alla macchina ed ora vi è una macchina che una volta acquisita usa energia che prima non era utilizzata (dunque costi maggiori), usa gli stessi materiali (o magari anche un po di meno e dunque costi minori), se la macchina impiega lo stesso tempo di prima (oppure meno, dunque maggiore prodotto in meno tempo dunque costi minori per ottenere gli stessi risultati con lo stesso prezzo e quantità), se la macchina necessita di manutenzione che prima non c’era (dunque costi maggiori se non sono compiti svolti dagli operai interni) è evidente che in sostanza si è apportata una modifica al sistema produttivo semplificabile così: nel tempo vengono usati diversamente materiali ed energia con costi maggiori perchè derivanti dall’acquisto, manutenzione e consumi energetici diversamente sopperiti; a quanto appena espresso consegue che il vantaggio deriva da cosa se non dall’assenza dalla riduzione dei costi per l’operaio? L’operaio costa. Anche l’energia. La manutenzione costa, l’operaio lo pagavi già. Il controllo ed intervento rapido, che significa costi in mancanza di prodotto nei tempi, costa, l’operaio era molto utile e lo pagavi già. L’operaio è istruito la macchina no, l’operaio pensa, la macchina no, l’operaio può dare suggerimenti utili e l’utilità vuol dire incrementi d’efficienza, la macchina può solo usurarsi e ripetere l’errore. La macchina può avere tempi di funzionamento differenti, l’operaio forse è contento di diluire la fatica con altri (aggiuntivi anche).

Il problema è il Capitalismo. L’obiezione è, ma come fai a pretendere costi tali da poter sostenere macchina ed operai, quando prima la macchina non c’era. La specifica necessaria è: già espresso (sopra). In aggiunta il contributo dell’operaio, a fianco del lavoro svolto dalla macchina, equivale ad un costo economico inferiore in termini socio-sanitari se la macchina può essere alimentata dall’energia motrice, necessaria al lavoro, prodotta in modo più sano che con il carbone o petrolio, ovvero pedalando (sembra ridicolo ma cosiderati i vantaggi della minor disoccupazione, dunque miglior uso del tempo a disposizione di Cittadini istruiti e sani, minor probabilità d’azione criminosa anche soltanto determinata dalla estrema necessità e condizioni particolari, minor inquinamento a parità di prodotti darivati dall’automazione, ve ne sono altri ma è abbastanza). Se prima l’operaio era sostenibile mentre usava le sue forze “male” a causa del sistema produttivo non completamente progettato (in quanto il corpo umano è versatile e dunque non specificamente efficiente), a maggior ragione i vantaggi dell’operaio in situ aggiunto ad un uso più efficiente delle forze dell’operaio e costi minori per alimentare la macchina in funzione, aggiunti alla complementare e continua capacità d’ideare e verificare le migliorie apportabili al sistema produttivo sono elementi sufficienti a non avere le scuse di creare disoccupazione (altrimenti se la responsabilità sociale in un impresa non è valutata e considerata allora è troppo facile affermare che l’industria ed occupazione di Stato non fosse efficiente, usare pesi e misure differenti non è progresso, scienza, oggettività ma solo truffa e crimine, altro discorso è l’inefficienza causata dall’azione mafiosa più o meno esterna, azione sabotatrice, ma questa vi era nell’impresa di Stato, proprio al fine di spingere la privatizzazione come vi è nell’industria privata della “concorrenza”).

L’operaio ha il suo compito, lo esegue usando determinato tempo e con determinata efficienza le sue forze, interviene la macchina, usa meglio le forze fornite ma appunto debbono essere fornite, usa meglio il tempo ma abbisogna d’energia nel tempo, usa meglio i materiali, e di fatti determina costi inferiori (in teoria), necessita di manutenzione che può fare l’operaio già istruito, già sanitariamente “garantito” dal sistema sanitario dello Stato.

Troppo facile dire esternalizzo e per dimostrare i pregi farlocchi del capitalismo privato evito di contemplare nei costi quelli necessari a fare si che i minori operai che ho siano “esistenti e competenti in vita”, quei costi sono addebitati allo Sato e se questo presentasse il conto del singolo l’imprenditore privato dovrebbe a forza tacere, per un motivo, il singolo ha quelle competenze ed è in vita perche esiste il passato, i costi passati talmente enormi che l’imprenditore privato deve per definizione tacere, mentre per la “collettività” sono costi già sostenuti, vuole rendere forse conto l’imprenditore privato per i costi sostenuti dalle civiltà passate? Quota parte per arrivare al necessario che ha determinato l’esistenza della propria attività ovviamente, tutto calcolato, ingegnerizzato. No eh… Che dicono le Corporation, mettiamo delle royalty di Stato che devono essere pagate dalle Corporation per ripagare i costi sostenuti dalla “Collettività” del tempo che fu?

Insomma la macchina, usa energia punto e basta!. La macchina inquina dunque, la macchina ha costi che lo Sto non addebita all’imprenditore adeguatamente, sono costi che però la “Collettività” paga, casualmente eh… La macchina è un vantaggio e l’operaio pure, non hanno titolo di usare il suolo, la vita delle persone, la salute, il tempo, l’energia che potrebbero essere altrimenti spesi a profitto di altri e contemplando effettivamente i costi e non invece secondo mirabili atti di plagio e prestigio metrico programmatico ove i costi reali sono nascosti sotto il tappeto per non doverli pagare, adducendo grandi capacità imprenditoriali quando invece tramite sotterfugi e sonnolenza di Stato, l’impresa inefficiente risulta essere l’opposto (ma solo a parole e pezzi di carta inconludenti o volontariamente trascuranti di numerosi fattori).

La tassazione non la vogliono. e’ evidente, dunque è inutile chiedersi se si ha a che fare con individui malfidenti oppure con delinquenti. Se lo Stato si comportasse realmente come un’impresa di prioprietà dei cittadini, con Cittadini-Obbligazionisti, un’impresa il cui pavimento e cantina sono suolo e sottosuolo, la copertura è il cielo Italico, le altre imprese dovrebbero pagare royalty per usare parte delle strutture dell’impresa Italia e pulire bene pavimento ed aria, oltre a compensare i costi derivati da un uso diverso di volumi e superfici.

L’invito è fregare tutti i ladri e tradurre in realtà la partecipazione, la partecipazione all’identificazione delle necessità, delle idee, delle competenze, dei luoghi utili alle soluzioni, delle materie necessarie, dell’energia necessaria, alla catalogazione delle idee, partecipazione all’evoluzione progettuale delle idee, alla condivisione delle idee dell’impresa Italia, della Nazione Italiana, dello Stato Italiano, e non trasporre il farwest americano in chiave retro nel territorio Nostrano, territorio da regalare a mafiosi e corporazioni in cerca di forza lavoro ed idee da rubare con truffe cui i singoli da soli non possono stare dietro.

E’ semplice. C’è la telematica, criminali permettendo, esiste il catasto, esiste il rilievo del territorio, esistono i database, esistono i sistemi d’autenticazione ed attribuzione dei contributi propositivi, delle richieste, dei doveri, esiste la progettazione condivisa esiste il consumo consapevole… L’elenco è lungo, i mafiosi cancellano le possibilità, anche le angherie di mercenari e la corruzione è un costo insostenibile.

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