Qlore

Sottotitolato: memoria fotografica

Prendi il QR code o le varie matrici bidimensionali monocromatiche, mettici il colore ed attribuisci allo stesso un significato.

Metti una scala cromatica comparativa da qualche parte nello stesso foglio, meglio se multiple identiche scale cromatiche ripetute ad intervalli costanti, prendi i punti di colore che hanno un loro significato e mettici attorno un contorno monocolore omegeneo.

Prendi la scala cromatica, quella fuori dallo spazio dei “dati” (se è stata ripetuta ogni tot anche li), mettici i significati per ogni colore.

Considera che uno tra i colori servirà solo ad fare rilevare alcuni punti sul supporto (il foglio) disposti in funzione standard ed utili all’applicazione di un algoritmo itrpretativo dei dati diffusi tra i punti-standard, punti caratteristici dell’algoritmo interpretativo stesso.

I punti-standard rintracciati da un lettore ottico (fotografia) serviranno al fotoraddrizzamento contestuale alla ricognizione degli altri punti-colore, quelli descriventi i dati contenuti nel codice bi-dimensionale multi-colore.

Il fotoraddrizzamento terrà conto della disposizione geometrica dei punti-standard rintracciati, “conoscendo” quale dovrebbe essere la proporzione geometrica, la proporzione di distanze ed angoli tra i punti, sicchè l’algoritmo interpretativo determini le dimensioni virtuali del supporto in proporzione alla disposizione virtuale dei punti-colore significativi – di dati – distribuiti sul supporto.

I punti-colore significativi in quanto segnali-dati disposti secondo uno schema di univoco significato secondo il corretto algoritmo interpretativo, sono raddrizzati come è raddrizzata la “griglia” di punti-standard.

Fotoraddrizzato virtualmente il foglio e corretta automaticamente nell’esposizione e rapporto tra colori la superficie dati sulla base del colore-luminosità dei punti-colore standard rilevati, i punti-colore dati significativi vengono concatenati e tradotti secondo un cifrario (anche semplicemente del tipo a sostituzione) ove le sequenze ordinate di colori assumono significato secondo il cifrario.

Il problema in effetti è la capacità di distinguere un colore dall’altro, considerato che il foglio se non è in uno scanner e compresso può essere leggermente ondulato, dunque con parti più chiare e parti in ombra (ombra determinata anche dall’ambiente). Serve il bilanciamento del bianco per regioni di foglio, meglio se per ogni pixel colorato: su 9 punti, 4 di dato in forma di colore e 5 di pinti bianchi e neri dovrebbe bastare.

MegaByte per foglio A4, anche decine, con poche centinaia di colori ed una buona risoluzione. Serve l’algoritmo per tradurre i bit in colori, anzi i Byte in colori, e viceversa, inserendo tra i dati anche la parte di codice identificativa dei tipi di file contenuti un video può essere stampato e poi ritradotto in dati. Utile per la sicurezza.

A parte una funzione Identificativa e salva-spazio (sul supporto) insita nel codice-multicolore bidimensionale, rispetto ai codici QR ed affini, lo stesso codice ha funzione di sistema di memorizzazione dati come qualsiasi memoria di sola e singola scrittura, non riscrivibile, con il vantaggio che i materiali impiegati sono più comuni.

Dunque il codice interpretato può divenire sostitutivo-contenitivo di una password, fotografia, un filmato (serie di frame tra loro correlati), testo e quant’altro.

Un codice bi-dimensionale multi-colore non è una fotografia digitale, una fotografia se descritta logicamente da un codice bidimensionale multicolore, pur contendo i dati descrittivi della stessa occuperà meno spazio, lo farà perchè di per se lo fa nel ccd, che è spesso più piccolo di un francobollo ed ovviamente è più piccolo di una fotografia, il codice bi-dimansionale multi-colore sarà più grande della fotografia, è ovvio infatti che il codice non ha la regolarità, la sfumatura della fotografia, una foto assume significato proprio perchè vi sono proporzioni tra spazi e colori, il codice non necessita di questi requisiti e dunque senza matematica si evince che una fotografica o diversi frame di un filmato tradotti in codice di colori occuperà uno spazio fisico inferiore al quanto necessario per comprenderne il signifacato.

Altra questione…

Il Codice Identificativo, vogliono metterlo dentro le Persone, quando le Persone già sono dotate di quel che serve e nel complesso è di certo più identificante di quanto può esserlo qualcosa artificiale stampato od inserito nelle Persone artificialmente, prima ancora di metterlo alle cose che per essere ventute o commerciate, incluse le “prestazioni d’intelletto” (le prestazioni professionali principalemnte logiche non materiali).

Il Codice Identificativo ti diranno sempre che è un problema metterlo alle cose che sono vendibili, alienabili legalmente e validamente solo se prevedono il rispetto di determinati requisiti (dalla produzione trattamento e commercio del Kiwi al contratto testuale); ti diranno che è un problema che comporta uso di materia e tempo, dunque costi. Se ci pensi ti accorgertai invece che è solo un guadagno, un risparmio l’identificazione dell’oggetto nel suo ciclo dalla creazione alla ultima mutazione ivi inclusa la distruzione.

Il Codice Identificativo dell’oggetto è funzione del tempo e dello spazio percorso, o meglio, così dovrebbe.

Identificare coordinate spaziali ove è passato, identificare contestualmente il momento temporale consente in pochi simboli logici (lettere, numeri, linee o punti) di registrare in un database collegato, tutto il ciclo di un oggetto, non servono rfid (come già espresso in precedenza, in altri scritti), l’identificativo quando rilevato è inserito nel database, dunque si registra tempo e luogo; in quel luogo e tempo non può che esservi quell’oggetto: che oggetto è dipende dalle caratteristiche descrittive che sono inserite nel database e collegate all’identificativo iniziale od intermedio (se viene mutato, trasformato), caratteristiche inserite all’inizio del ciclo di trasformazione avvenuto in un tempo e luogo (dunque in una parte di territorio in uso ad una certa Azienda, con determinate caratteristiche produttive e con determinate licenze che peraltro, in considerazione di quanto si trova fortuitamente ed in relazione all’obbligo di identificare gli elementi, sono attribuibili con una certa dinamicità, semplificando il lavoro qualora avvengano eventi imprevisti… inutile cercare di spiegare, è un discorso ampio che non tratto qui, se riesco a salvare prima che blocchino il pc interferendo con circuiti e sulla cute in impeto di follia dei criminali poco distanti e dei quali si sente la puzza elementarmente particellare), caratteristiche Mutate allor’quando l’oggetto (anche materia prima o finanche per eccesso lotto d’energia in considerazione dei certificati relativi all’inquinamento) ed il suo Codice Identificativo confluisce in un oggetto dal differente Codice Identificativo perchè frutto dell’abbinamento e trasformazione di più Oggetti e dunque Codici, mutazione che avviene in uno Spazio e Tempo, dunqu univoca trasformazione.

Registrando i Codici antecedentemente in partenza, poi antecedentemente all’operazione eseguita sugli oggetti, registrando le operazioni, registrando nuovo o mutato Codice Identificativo degli oggetti risultanti dalle operazioni (in quanto la funzione spazio-temporale di per sè consente d’identificare il genere di mutazione che avviene in un punto dello spazio, mutazione che in quel punto può avvenire ad una certa data solo perchè in quella data-ora-minuto in quel punto poteva esservi solo la trasformazine per cui si possedeva licenza), inserendo dunque istantaneamente nel Database dell’ente certificatore o Territoriale (meglio, dunque Statale o Comunitario) i dati confermanti l’avvenuta operazione in un certo luogo in un certo spazio e con la compartecipazione di determinati identificativi, si costruisce la univoca cronologia di abbinamenti tra codici, dunque la filiera fiscale-economica-sanitaria di ogni prodotto.

In sostanza, essendo il codice spazio-temporale inserito in un database ove vi sono anche macchinari, la tipologia d’uso dei suoli o superfici, più semplicemente volumi (in quanto in un certo momento esiste un solo oggetto nell’univoco volume e tale oggetto è identificato e dunque caratterizzato), è possibile applicare un identificativo iniziale spazio-temporale e caratterizzarlo inserendolo nel Database Territoriale, registrarlo-rilevarlo spazio-temporalmente nuovamente e prima del trattamento dell’oggetto, attribuendo dunque ulteriore caratterizzazione derivante dal genere di trattamento lecitamente effettuabile, in quanto registrato e licenziato, per quello spazio e tempo, definire un nuovo codice (solo per semplificazione, codice tra l’altro attribuito dal sistema automatico ed in funzione di codici disponibili attribuiti a pacchetti all’Azienda, eventualmente) per semplificazione da trasporre sull’oggetto trasformato od il volume che lo contiene (sempre che sia necessario in quanto vi è comunque il tracciamento spazio temporale), ripetere le operazion fino a che l’oggetto arriva al dettaglio o comunque all’alienazione ove li si avrà certamente un Codice Identificativo nuovo dietro il quale si celano virtualmente i precedenti passaggi (ed essendo il Database condiviso e visualizzabile da chiunque nella Collettività, sempre in funzione dei permessi attribuiti alla Persona Fisica od alla Persona-giuridica-fiscale).

Il sistema è ovviamente complesso, strumento registratore-rilevatore dotato di sistema di riferimento spaziale (globale, territoriale, in quanto comunque a fronte di una certa data il sistema territoriale sarà costituito da dispositivi identificati di posizione licenziata ed emittenti segnali atti a determinare la distanza-spazio-temporale dei rilevatori mobili sul suolo), dispositivo contenente una fotocamera, in sostanza, capace di rilevare lo stato iniziale e contemporaneamente attribuire l’Identificativo Virtuale Spazio-Temporale (nei casi in cui si tratti di materie prime sciolte trasportate mediante volumi al luogo di trasformazione, ovvero sia che si tratti di terra, frutta, minerali, acqua, quella fotocamera identificherà la localizzazione spazio-temporale del bene ed essendo collegata al database verrà attribuito il Codice al bene e fotografia, a bassissima risoluzione), Identificativo che al momento opportuno verrà anche applicato (come e se mutato) all’oggetto, Identificativo che in Azienda risulta attribuito ad un bene di determinate caratteristiche.

Il sistema talmente complesso del tipo, foto, un secondo d’attesa, approvazione o nuova richiesta, eventuale specifica tra scelte predefinite e dunque necessità di un display (altrimenti se ne può fare a meno e bastano due led ed un suono identificativo od un codice visualizzato, anche tramite led, per permettere di’identificare le possibili scelte) uno o due pulsanti (chiaro che il display riduce i tempi, altrimenti segnali ottici complessi che l’utilizzatore deve conoscere richiedono tempo per essere comprensibili) che è di difficile implementazione in quanto richiede antenne già esistenti, connessioni già esistenti, potenza di calcolo relativamente bassa e sistemi di memorizzazione in parte già esistenti (solo usati diversamente). Il sistema è talmente complesso da dover necessitare di rilevare il Codice attribuito, applicato fisicamente agli oggetti, in alcuni momenti…

E’ abbastanza elementare in realtà, il problema è che non vogliono farlo, preferiscono disumanizzare le Persone e provare a creare patacche simil Umane, in sfregio ai diritti ed etica Umana fondamentali.

(in divenire)

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