Sottotitolato: Gas, Gas, dove vai?

Il gas, il malefico o benedetto gas.

Se è combustibile, se non lo è.

Il gas non combustibile è: materia prima.

Nel Capitalismo il gas non combustibile è: un costo, un problema, inquinamento.

Il gas in economia invece, ovvero sia in pianificazione (perchè fare economia vuol dire usare al meglio) è: risorsa.

Il Capitalismo non è un sistema economico, il Capitalismo è il sistema criminale verticista ove si tende a legalizzare, giustificare, accollare sulle spalle di tutti, il reato: concentrare i profitti (sporchi) nelle mani di pochi, rendere debitori i creditori (di soldi, di tempo, di fatiche, d’idee).

L’economia è tanto più efficiente tanto più è pianificata: l’economia, non le persone.

La migliore economia che poteva esistere era quella di Stato, l’economia pianificata di Stato, almeno in uno Stato democratico e con elementi della democrazia nell’economia.

L’economia migliore ancora è quella Pianificata Mondiale, economia Umana, non Capitalista, economia cooperativa (tesa al massimo rendimento al minimo sforzo, tesa alla più grande varietà al minimo costo di tempo, tesa a divenire deterrente alla commissione dei reati). L’economia attuale è quella ove nel PIL, a fare componente positiva s’inseriscono pure gli sprechi: artifici da EspertiTM per non dire da Furbe, per legalizzare i reati, per farli apparire non così negativi.

L’economia è tanto più evoluta tanto più l’energia temporalmente presente nel volume (anche quella che vi giunge) è controllata, indirizzata.

L’economia del gas: fare economia con i gas vuol dire prenderli ogni qualvolta vengono prodotti, stoccarli nel minimo spazio possibile, usarli dove servono all’interno dei processi industriali, i gas sono un problema altrimenti, se non sono quelli normalmente necessari alla vita biologica Umana e di quelle specie necessarie alla vita Umana.

I gas stoccati ed usati opportunamente sono un costo energetico? Ovvio che no.

Non sono un costo energetico e nemmeno di danaro: nella non-economia Capitalista i gas invece sono un costo energetico e di danaro, ma va! Già, nella non-economia Capitalista i gas sono più volte costi che benefici.

Nella non-economia turbo-Capitalista i gas sono sempre costi e prezzi. Anche l’ossigeno è un problema nella non-economia turbo-Capitalista degli sprechi e della pubblicità, dell’inganno, truffa, frode, prevaricazione, accentramento di poteri nelle mani non democratiche di privati.

Nell’economia pianificata invece il gas è sempre e comunque un beneficio.

Nell’economia pianificata le strutture-mezzi-competenze-volumi-energie aziendali (come notate le finanze non sono idicate in quanto nell’economia davvero pianificata ogni azione è necessaria ad altre, il problema unico da considerare sempre complessivamente è materiale-energetico-di consumo di suolo-competenze, non come nel Capitalismo ove tutto può essere risvoltato e riparato dal plagio e corruzione) sono noti a tutti, a Cittadini ed altre Aziende (ovvero nuclei produttivi ma soprattutto nuclei ove sono in un momento dato sono già disponibili determinate caratteristiche e dunque non è necessario farne nuovi).

Nell’economia pianificata le caratteristiche d’uso del suolo, d’uso dei volumi, le competenze disponibili nei volumi e sul suolo, i tempi necessari alle trasformazioni interne a volumi e suoli, gli elementi in ingresso ed in uscita in considerazioni delle trasformazioni fattibili nei volumi e suoli, sono noti a chiunque e nel modo più rapido possibile: in una moderna economia pianificata le disponibilità produttive, le necessità, sono note mediante una rete che raggiunge chiunque tra i coinvolti in quell’economia.

Non esistono segreti sulle competenze, non esistono sereti sulle idee produttive, sulle idee per migliorare la vita.

L’idea esiste perchè è esistita la società in cui viveva chi ha avuto l’idea. Niente razzi senza l’invenzione della vite d’Archimede, non saresti stato tu ad avere la tua idea, non saresti nemmeno vissuto nelle tue condizioni. Nell’economia pianificata dove tutti conoscono istantaneamente tramite una rete di rilevamento e diffusione delle informazioni, tutti gli elementi economici, i gas si sa da dove arrivano, si sa quanti e quali sono mediamente in ogni momento temporale, si sa chi ne abbisogna e soprattutto è più facile trovare le materie prime necessarie alla produzione, materie prime necessarie a trasformare un’idea in un progetto e produzione al minimo costo.

Nell’economia pianificata si conoscono i bisogni e le necessità, dunque si sa cosa serve fare, dunque si riducono gli sprechi, sia evitandi inutili produzioni sia facendole più efficienti e maggiormente adattate ed aggiornate grazie alla maggiore condivisione d’informazioni, grazie alla cooperazione alle idee. Nell’economia pianificata la materia e l’energia che entra nel ciclo economico viene usata al meglio, riusata.

I prodotti e la domanda sono costantemente monitorati ed il più possibile automaticamente, senza intervento Umano, se non quello atto a gestire e fare la produzione e quello atto a produrre domanda.

I flussi d’energia e di materie prime sono noti.

L’economia è una macchina, la maggior parte dell’economia non esiste da sola, l’economia esiste con necessità e bisogni e capacità.

Il gas nell’economia sana di mente viene indirizzato, compresso, stoccato, distribuito dove può essere stoccatomeglio e trattato.

Il gas in uno Stato sano viene fatto correre in reti anzi che spostato da mezzi. Il gas ed i fumi vengono compressi oppure no, trasferiti mediante condotte in luoghi ove vi sono quegl’impianti in grado di trattarli e renderli utili.

I gas salgono per un effetto fisico, oppure scendono: ovunque siano le aziende o quegli elementi che determinano l’esistenza di quei gas, si possono sfruttare due principi sìper trasferire i gas senza usare un solo wattora d’energia a parte quelli usati assieme alle materie prime per realizzare e reti.

I gas se sale determina in una condotta un depressione, se scende pure: se aggiungi un posto per una ventolina vinci le perdite di carico e lo fai arrivare dove vuoi.

Se è pesante va a valle, se è leggero a monte delle Aziende. Se non sei un tecnico divenuto scemo sai anche chetanto più è lungo il tragitto fatto dal gas mentre è sotttoposto ad una forza (la depressione o la pressione), tanto più impulso il gas acquisisce, dunque va più veloce, dunque devi fare condotte idonee con le curvature più ampie il possibile. Se non sei un tecnico divenuto scemo sai che quintali di gas sottoposti a depressione o pressione per minuti e minuti, significa che quando impattano contro elementi mobili cedono ogni minuto enormi quantità d’energia. Si chiama macchina a gas. Non è la camera di Nazisti Eugenetisti Americani in trasferta Europea dopo avere rincoglionito la Popolazione per un decennio, trovato i portavoce da Regime. La macchina a gas usa l’impul naturalmente acquisito dai gas in funzione della differenza di pressione agl’ingressi ed uscite delle condotte. Le condotte a doppia camera (ovvero un tubo dentro un tubo) sono ottime per fare acquisire ai gas impulso, determinando un moto convettivo controllato ra il gas che scende ed il gas che sale, tubo interno, tubo-circuito esterni. Se disponi a quote determinate, ovvero in determinati punti lungo lo sviluppo delle condotte, elementi di stoccaggio, ovvero serbatoi connessi alla rete, ottieni una cosa semplice (se il gas non va molto veloce): la stratificazione dei volumi di gas, a quote diverse ed in serbatoi, senza usare energia, anzi guadagnandola se rallenti il moto inserendo ventole nella rete connesse a generatori. Il gas di ogni genre a determinate temperature, si stratifica nella rete, se è immesso piano ed in lieve sovrapressione rispetto a quella ambiente (il che significa che la rete di tubi a dopia camera ha punti d’accesso del gas dotati di compressori).

Dunque l’Azienda che necessità di liberarsi di gas frutto della produzuione, l’Azienda che produce gas frutto della combustione, la centrale che produce gas e vapore per produrre energia, immette i fluidi nella rete (supponendo che esista una rete dotata di diverse tipologie di tubazioni in funzinoe dei fluidi ammessi ad essere iniettati) in sovrapressione usando una quota d’energia per la compressione. La rete come dice il nome non è costituita da linee indipendenti ma da elementi ad anello interconnessi e disposti a quote diverse. La rete che deve essere conveninte economicamente, essendo realizzata al suolo, seguirà il naturale andamento dello stesso, la reste però è sottoposta alle naturali leggi fisiche: l’effetto camino, non costa, non abbisogna d’usare energia, i monti sono alti i mari bassi. Le tubazioni a doppia camera contengono multipli fluidi coesistenti (in quanto ammessi perchè non reagenti chimicamente), distinguibili però in fluidi pesanti e fluidi leggeri, la rete, dispone di colonne e pozzi. Una colonna-camino alta determina la messa i ndpressione e soprattutto una corrente di gas, il pozzo fa lo stesso mestiere per i fluidi più pesanti, la doppia parete dunque doppia tubazione in più punti connessa interna-esterna consente la distribuzione della densità dei fluidi lungo la rete in funzione della quota: certo ci vuole un po di tempo, non costa, e la dimensione in termini di volume interno della rete è funzione delle quantità di fluidi immesse nel periodo di tempo.

La rete per distillare i gas può essere vista in due modi diversi e dunque essere diversamente concepita: uno corrisponde al grande serbatoio distribuito interconnesso, l’altro è quello del sistema di flussi a densità diverse che risalgono o discendono nella rete, verso monte o valle, trasferendo, al contempo, l’impulso a ventole connesse a generatori, flussi che si concentrano nel volume di torri di distillazione-stratificazione dotate di ripiani multipli con accessi controllati da valvole, dunque multiple camere contenenti fluidi a densità diversa, camere dotate di valvole anche connesse ad un circuito esterno per recuperare i fluidi stratificati. Semplici torri (site nei nodi territoriali, della rete, più alti) ove all’interno i gas vengono ulteriormente pressurizzati per facilitare la stratificazione che necessita di tempo (tempo che si riduce molto liquefando i gas, tempo che comunque si riduce anche con la semplice pressione più elevata), che necessità volendo d’energia in quantità sensibili e che può essere in parte recupreata durante la decompressione dei fluidi distinti dopo la separazione, energia che viene assorbita dai fluidi anche in forma di calore (anche ambiente), calore che può in parte essere recuperato. Torri site in luoghi ove vi sono multiple torri in funzione della “lunga attesa” necessaria alla stratificazione. Non servono grandi serbatoi ma alti serbatoi-torri divisi verticalemte in camere sigillabili con valvole, a stratificazione avvenuta.

Il primo sistema prevede fluidi lenti, ad elevata pressione in gran parte della rete, il secondo, veloci per farli “condensare” nei punti più alti o bassi della rete, recuperando energia da parte del moto mediante ventole-generatori, energia da usare per equilibrare la velocità in alcuni punti facilitando la stratificazione nella rete mediante ventole-elettroattuate.

Entrambi i sistemi richiedono di distinguere in partenza i gas che vi affluiscono, quantomeno in modo sommario, al fine d’evitare il concentrarsi nella rete gas reagenti tra loro possibilmente pericolosi o danneggianti la rete; dunque gruppi di gas per distinte reti (che si suppone seguano simili percorsi).

Entrambi i sistemi richiedono doppie pareti, tubi a doppia camera oppure coppie di tubazioni nello stesso tratto, al fine di interconnettere periodicamente le camere od i tratti, al fine di consentire moti convettivi (dunque versi diversi) necessari a ridurre gli attriti viscosi tra i fluidi più leggeri e quelli più pesanti.

Il primo sistema sfrutta i moti convettivi e la differenza di densità per stratificare i fluidi immessi piano in tuttal la rete (le reti), il secondo sistema sfrutta i moti convettivi per mantenere in moto i gas nella rete facendoli stratificare in serbatoi-torri diffuse; due sistemi, uno lento nella distribuzione dalle grandi quantità concentrate in grandi aree, l’altro lento nella stratificazione ma maggiormente varia. Sistemi che in linea teorica consentono di fare acquisire energia termica ai fluidi (o termicamente utile), concentrandola nei punti più alti o bassi.

Entrambi i sistemi sono ovviamente utili a stratificare, a fare condensare in alcune aree o punti, sia il vapore acque immesso, sia l’anidride carbonica, le varie anidridi ecc…

Entrambi i sistemi sono ovviamente soggetti ad usura e corrosione fino al momento in cui qualcuno si deciderà ad usare deposizioni a base di silice o metallici a rivestimento interno dei tubi (deposizion fini al fine di mantenere una certa elasticità, altrimenti il rivestimento si frantumerebbe a cusa delle dilatazioni del materiale principale costituente le tubazioni della rete).

(Tratto da “Dove metto l’anidride, dove metto l’ammoniaca?” edito da “RetiStrate” distribuito per “L’ItaliaColSenno”)

Advertisements