Sottotitolato: c’è chi gioca con la vita degli altri ed opera per negare diritti

Rende di più un operaio in catena di montaggio oppure lo stesso operaio che pedalando fornisce moto ad elementi connessi ad un rotore in uno statore?  

La risposta è: l’operaio comodo, a pedalare in catena di montaggio rende di più e si mantiene in forma, in aggiunta può anche fare un lavoro d’intelletto o tenersi sveglio ed in condizioni più Umane. Le macchine si progettano per fare azioni ripetute con la minima usura, l’operaio no, ma gli operai stanno meglio e rendono di più pedalando in Azienda.

Vai nella palestra dove paghi o dove vieni pagato? Perchè fare un lavoro di spostamento dei pesi sembra piuttosto stupido quando quello stesso lavoro si può fare per trasferire forze trasformate in energia elettrica.

T’immagini le fabbriche alimentate da palestre?

Rende di più il disoccupato od il disoccupato che pedala sullo strumento nello spazio idoneo cedendo l’energia prodotta?

E’ lo Stato che deve accordare l’uso della forza fisica per produrre energia elettrica, sai che salute!

Ripetere il gesto è usurante ma non per la macchina fatta apposta, l’operaio e la macchina devono mangiare, la macchina usa meglio l’energia fornita, l’operaio e la macchina usano un metodo, l’operaio può suggerire come migliorarlo, l’operaio e la macchina usano il moto diversamente, l’operazio fatica a recuperare il moto dal gesto compiuto, la macchina può certamente. La macchina coadiuvata dal’energie e sapere dell’operaio rendono più della somma dei due da soli.

L’energia è un costo, l’operaio può fornirla in quanto meglio dei combustibili fossili, l’operaio “alimenta” la macchina a costi più bassi, l’operaio tiene il lavoro ed il reddito, l’imprenditore risparmia in energia ma tiene l’operaio, l’imprenditore impara anche a tenere i suggerimenti sulla produzione forniti dagli operai, che, se permette, sanno bene quali sono i gesti che compiono più spesso e dunque sanno anche suggerire come una macchina può farli mentre essi, comodi, pedalano.

(tratto da “niente da ridere” edito da “1000anni’ndietro” scritto da chi l’ha scritto)

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