Tags

, , , , , , , , , , , , , , , , ,


Sottotitolato: Banali semplificazioni – abbondanza

L’eolodotto, non oleodotto, usa le differenze di pressione e rende più di pale eoliche di pari peso in pari volume occupato.

L’eolodotto fa meno rumore se ha doppio rivestimento.

L’eolodotto è un assorbitore di calore, una massa termica fluente.

L’eolodotto fa tacere le storielle sul “…siamo troppi…Gaia non c’e la fa…”.

L’eolodotto fa capire che quel che rallenta la specie è il capitalismo e la mafia.

L’eolodotto fa capire che il problema di Sicurezza Planetaria deriva dalla mafia e dai picciotti che sono soltanto un peso/fardello sociale (anche fossero ingegneri).

L’eolodotto fa capire che bullo e picciotto sono la stessa cosa.

La pala eolica non pesa, la pala eolica è leggerissima, non come dice l’espertoTM.

La pala eolica la puoi fare con un sacchetto a forma di pala, dotato di valvola e circuito connesso ad un compressore.

La pala eolica è pneumatica e pesa dieci grammi.

Il pilone della pala eolica è una colonna pneumatica.

Sia la pala eolica che il pilone quando si rompono non fanno male a nessuno.

La pala eolica è collegata ad un pezzo di plastica o metallico e ruota attorno all’unica parte “pesante” del complesso.

Il peso del generatore è a terra, dentro il pilone c’è una “catena” che può torcersi tanquillamente di 180 gradi rispetto la direzione dei venti prevalenti permettendo la rotazione della testa del pilone cui è fissata la pala eolica.

La pala eolica ed il pilone, che sono pneumatici, sono fatti per essere delimitati da fogli polimerici o metallici fini definenti la camera compressa, mentre la resistenza a trazione è demandata ad una rete più resistente avvolgente il sacco dalla geometria della pala o dei conci di pilone.

Dentro il pilone e tra gli estremi della pala di sono ritanti un tirante: nel pilone così si evita l’inflessione, nella pala pure.

La velocità è più elevata le vibrazioni assorbite.

Il problema è che il polimero è facilmente trasparente dunque le pale devono essere colorate apposta.

Dove ti metto la pala?

La pala eolica la metto dove già può stare in quota perchè c’è già il sostegno.

La pala eolica te la metto in sommità agli edifici ed in sommità degli alberi alti (una traliccio cilindrico e reticolare che s’innesta sul perimetro del tronco non vola certo via): se è piccola la infilo in una rete a formare un parallelepipedo, la rete te la faccio od in tessuta in polimerico e fatta per canaletti pneumatici intrecciati a formare una rete oppure la faccio polimerica o metallica rigida, almeno non c’è il problema dei volatili. Il cavo sottile che scende giù dal tronco è meglio certo che prendere la pianta ed infilzarla per recuperare a costi esorbitanti bioelettrcità come taluni vorrebbero.

La pala come l’eolodotto te li metto la dove vi sono superfici estese e verticali, palazzi grattacieli.

Il prospetto degli edifici è soggetto a venti, a pressioni dinamiche.

Mettere dei punti di scarico delle pressioni sul prospetto consente di creare una rete in pressione ove è collonato, dove possibile, una pala-generatore eolico interno, riducendo le pressioni sulle superfici.

Ti faccio dei cornicioni a “C”: l’aria entra e fluisce longitudinalmente ai cornicioni, nella pancia della “C”, dove posso chiudo la “C” facendola divenire un emerito “0” e da quando l’aria è incanalata la connetto ad un dotto con generatore incluso.
Sopra e sotto la “C” e se il cornicione o l’interpiano è in rilievo sopra e sotto si delimitano superfici e dunque è possibile disporre aperture diagonali nella “C”. La dove la “C” confluisce nella conduttura chiusa (in rilievo sul prospetto) si mette un valvola debole, anti riflusso, comandata da un sistema che si aziona grazie a parte della pressione-massa d’aria veloce che proviene dalla “C”.
Quanto all’isolamento, si scrive circa un impianto dunque…

Non ti faccio la torre circolare, ti faccio la torre a pianta d'”X” dagli angoli leggermente arrotondati e dalla maggiore resistenza all’inflessione. Nell’intersezione c’è spazio per la torre del vento al contrario ed aperta alla base, nell’intersezione ci faccio anche le aperture che incanalano l’aria nella torre del vento. La torre del vento deve essere in parte “mobile” sulla veritcale e strutturalmente indipendente dall’edificio in quanto convogliare l’aria orizzontale verso la base significa trazione sulla verticale strutturale. Trazione vuol dire spostamenti se i vincoli lo consentono e dunque pulsazioni, un motore alla sommità farebbe comodo se vi è una frizione e pedivelle. Alla base c’è pressione di fluido ed aria fresca (in realtà tiepidina), l’isola di calore al suolo però viene allontanata. Lungo il percorso del fluido incanalato si può disporre il generatore eolico ad asse di rotazione verticale ed intrno ad un condotto (ovviamente pale pneumatiche).

L’Europa ha speso un sacco di soldi per fare pale sempre più grandi, bastava chiedere a quello che fa i sacchetti ed a quello che li sa sigillare, poi ad un pescatore per le reti contenitive delle pressioni interne al sacco pneumatico.

Pale immense da pochi chili (si estremizza è ovvio, il peso c’è ma è decisamente inferiore a pale dalla superficie rigida e solide).

L’eolodotto è un tubo e due superfici-volumi atti ad incanalare le pressioni e distribuire le pressioni.

L’eolodotto funziona col bello e col cattivo tempo, nell’eolodotto ci sono pale di decimetri di diametro (la dove la sezione del tubo s’allarga momentaneamente. L’eolodotto subisce le vibrazioni, le vibrazioni sono aria compressa all’esterno, suono, dunque se lo stesso è costituito da un tubo dentro un tubo non c’è rumore fuori qualora l’intercapedine è isolante o l’intercapedine è semi-vuota (dunque sezioni predisposte sotto vuoto o con camere connesse a decompressori per assicurare la bassa “conduttività” acustica).

L’eolodotto funziona mattina sera ma non in pausa caffè dove si gusta l’aroma.

L’eolodotto trova sempre la depressione in cima al cucuzzolo. L’eolodotto ha un problema pluviometrico: cola l’acqua ogni metro entro certe temperature e pressioni. L’eolodotto ha un secondo problema se vi è un cavo dotato di switch automatici per misurare le tensioni e cavi sottili: il cavo che segue l’eolodotto può accumulare tensione elettrica (anche in funzione del contenuto e degli attriti nell’eolodotto. l’eolodotto ha un secondo problema, distilla l’acqua e sottrae umidità.
Energia gratis perennemente: collegare le pressioni atmosferiche con le depressioni per fare correnti d’aria nell’eolodotto. le perdite di carico sono “ininfluenti” funzionando per depressione.

(tratto da “me le avete fatte girare: mafiosi!”)

Advertisements