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Sottotitolato: Solo

Per isolare serve poca roba, meno possibile e meglio è, ma serve anche riflettere un poco.

Si coibenta con niente.

Costa poco usare niente.

Si fa il vuoto che serve e per farlo si usano normalissimi sacchetti ruvidi sulla cui superficie sono lasciati fronzolare pelucchi polimerici, roba da niente, roba che non ci fai il vuoto in senso stretto ma che con la giusta colla-legante e le giuste dimensioni modulari e pressioni per gonfiare i sacchi prima di metterli a “vuoto” determina una scarsa conduttività termica. La giusta bicomponenza del sacco, dotato sia dello strato ermetico al passaggio dell’aria sia dello strato (aderente al primo in quanto icollato in fabbrica od in quanto il materiale è così costituito) riflettente, determina una costruzione quasi-thermos. Ipotizzando di usare sottili fogli metallici sottilissimi dagli angoli incollati tra loro a formare parallelepipedi e magari fatti in alluminio reso ruvido esternamente al sacco e dall’inusuale peluria metallica attaccata sulle superfici d’aderenza con le superfici dell’intercapedine in cui viene collocato, si ottiene una buona resa. Il problema principale è che non si può fare il vuoto (posto che comunque mai sarebbe vuoto abbastanza per questioni fisiche).

Specificato che il sistema richiede punti, presumibilmente tra una sacca e l’altra, ove interporre valvole connesse a circuiti da cui togliere eventuale aria che nei sacchi ritorna (cosa improbabile se gli stessi sacchi fossero metallici o comunque nel punto in cui viene tolta l’aria, dopo averli fatti incollare alle pareti, vi sono dei lembi da saldare a caldo od “elettricamente”), si comprende che il costo è esorbitante (ovvio che non lo è). Ricordatevi di non fare troppi fori nelle pareti, forti comunque del fatto che la dove li fate potete sempre disporre coibenti tradizionali, forti anche del fatto che un sistema sensato a sacche a semivuoto-bassa-pressione prevede che si usino piccoli volumi indipendenti, non grosse sacche.

Tolta la conduzione e l’irraggiamento rimane che non c’è il vuoto e questo mi duole, dunque si procede compensando facendo di un problema la soluzione ad altri due.

Un problema è risolto garantendo il vuoto con i fogli della sacca (le superfici delimitanti) costituiti in realtà essi stessi da abbinamenti di due fogli ognuno incollati-connessi per punti a formare sacchetti “planari”, delimitanti i parallelepipedi a bassa pressione, pneumatici con fluido in pressione. Dunque volumi compressi esterni e dalla geometria predefinita (limitata dall’inestensibilità scarsa elasticità del materiale) tendenti a formare un volume interno, dagli stessi delimitato, a vuoto o quasi. Questo precedente problema era quello originario, uno dei due per chi non l’avesse capito.

L’altro problema non esposto è quello di dover risparmiare sul metallo, dunque la riflettività è garantita da un fluido colorato o di composizione idonea a rendere pneumatiche le superfici delle sacche.

Un terzo problema risolto, bonus, è quello del recupero di calore a senso desiderato, ovvero connettendo tutte le superfici pneumatiche più esterne all’edificio (le superfici delle sacche rivolte verso le pareti più esterne) con quelle interne si recupera calore e lo si sposta dove si vuole, servono dotti, giunzioni, pompe. Di per se lo scambio di fluidi ta le zone superiori di ogni sacca e quelle inferiori della faccia opposta è un buon sistema per recuperare parte del calore (dato che si parla di quantità di fluidi compressi ma di volume minimo) comunque si può optare per collegamenti ad uno scambiatore termico a piastre orizzontali e controllato, se possibile coadiuvato dall’effetto seebeck, altrimenti si può optare per una naturale distinzione tra fluidi caldi e più freddi mediante una “torre-scambiatore” (un dotto alto ma stretto opportunamente) ove la convezione distingue il calore nelle masse (si tratta di movimenti di fluido compresso minimi ma che a causa della differente densità e conduzione in un dotto idoneo e verticale si distribuiscono in funzione del calore contenuto).

 

L’idea è CC (Creative Commons) il progetto è banale, i materiali possono costare un po, il sistema costa poco od un po di più, vedrete…

Il CC invece (Carabiniere) non arresta i mafiosi nonostante è armato, preferisce pestare indifesi.

Il CC è corrotto le idee sono buttate e Voi Vi terrete la merda in cui state. Tante grazie alle mafie, logge, massonerie, gruppi, club, e picciotti-stalker-bulli senza coglioni se non quando sono in cento e ne fanno uno sommati assieme, per il resto i coglioni sono al posto del cervello di fatti la società va avanti all’indietro.

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