L’Olivetti e l’Italia avrebbero potuto non rimanere indietro, casualmente ci furono le premature ed inaspettate morti di Olivetti e di altri in Azienda, casualmente a guadagnarci furono gli Americani in Primis. Oggi invece abbiamo a che fare con codardi criminali con le protesi laser, venduti al soldo Americano e neonazista-satanista, la classica “gente” di merda, vile e codarda, che assieme alle montagne di merda però smotta assaje nei Campi che concima ad aridità. “Stalker” in organizzazioni per “Stalking” semi-automatizzato in continua evoluzione, quasi più influenti e dotate di strumenti rispetto allo Stato anche perche in parte nello Stato e non soggette alle leggi dello Stato in quanto illegali e segrete, mentre l’onesto nello Stato deve attenersi a ridicole norme sulla pseudo-privacy che lasciano scappare avanti nuovi organismi terroristi e mafiosi.

Bye Bye Uncle Sam

Entrato in azienda negli anni Venti come semplice operaio, il primogenito di Camillo, Adriano Olivetti, già nel 1932 ne viene nominato direttore generale.
L’azienda, nata nel 1908 a poche decine di chilometri da Torino, a Ivrea, è la prima fabbrica nazionale di macchine da scrivere, destinata a diventare leader nel settore dei materiali per ufficio e poi in strumenti elettronici all’avanguardia, dalle telescriventi alle prime macchine da calcolo meccaniche. Dopo la seconda guerra mondiale e la morte del padre, avvenuta nel 1943, Adriano assume il controllo dell’azienda, che nel frattempo è sempre più impregnata del carattere del suo nuovo proprietario e fondatore, nel 1948, del Movimento Comunità.
L’Olivetti – nelle parole del tesoriere Mario Caglieris – è “una fabbrica fondata su un preciso codice morale, per il quale il profitto viene destinato. prima di tutto agli investimenti, poi alle retribuzioni e ai servizi sociali, in ultimo agli azionisti con il…

View original post 906 more words

Advertisements